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domenica 9 settembre 2012

Blognotes di viaggio: i lupi (quasi) alle porte di Bologna

Oggi abbiamo fatto questa escursione (v.immagine) al Parco dei Gessi Bolognesi e dei Calanchi dell'Abbadessa, in occasione di una visita guidata con uno dei (due) guardiaparchi (lunghezza del percorso: 18,2 km).
Il parco è piccolo ma con numerosi punti di attrazione: le conformazioni geologiche peculiari e i panorami a perdita d'occhio su calanchi, Bologna e ...oltre, da soli valgono il giro. Non le abbiamo visitate, ma il parco ha anche delle grotte, alcune delle quali sono importanti luoghi di riproduzione per i pipistrelli (in una di queste - una cava artificiale - pare ne risiedano circa 6000, una colonia davvero notevole). Di certo torneremo a visitarle.
La flora predominante è quella della boscaglia, con numerosi arbusti e fiori (tra i meno comuni, abbiamo visto fiori di zafferano selvatico). Le erbe aromatiche profumano l'aria di menta, rosmarino e altri odori.
Tra gli animali che abitano il parco, numerosissimi i cinghiali, i caprioli, i daini: infatti, le impronte nei sentieri argillosi sono ovunque. Inoltre: tassi, istrici, donnole, faine e, ovviamente, pipistrelli, rapaci e uccelli. Ma l'animale che non mi aspettavo di trovare quasi alle porte di Bologna è il lupo, che invece scorazza da diversi anni per queste valli. Sorprendente, no?
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lunedì 27 agosto 2012

Blognotes di viaggio: Finlandia

Appunti del viaggio in Finlandia (11 agosto - 18 agosto 2012)
Fly&drive (2.284 km in totale), tappe: 
  • Sabato: arrivo alle 15.35 in aeroporto, visita di Helsinki (16 km).
  • Domenica: Fortezza di Suomenlinna (patrimonio UNESCO), Porvoo, Lappeeranta (230 km).
  • Lunedì: Punkaharju, Kerimaki, Savonlinna (178 km).
  • Martedì: Savonlinna, Jyvaskyla (206 km).
  • Mercoledì: Chiesa di Petavajesi (Patrimonio UNESCO), Tampere (170 km).
  • Giovedì: Hammenlinna, Turku (220 km).
  • Venerdì: isola di Ruissalo (Turku), Fiskari, Lohia (280 km).
  • Sabato: partenza dall'aeroporto alle 8.45.
Riassunto: la Finlandia è, prima di tutto e sopra a tutto, incantevole acqua.

Il percorso su Google maps:


Visualizza Finlandia 2012 in una mappa di dimensioni maggiori


Primo giorno, sabato: Helsinki
Arriviamo a Helsinki alle 16.00 circa, a un paio di ore dalla chiusura di negozi e musei (in Finlandia gli orari di apertura sono decisamente "ristretti": in genere dalle 10 alle 18 in settimana, fino alle 17.00 il sabato e dalle 12.00 alle 18.00 la domenica; il venerdì sono previsti tempi di apertura più lunghi; i ristoranti iniziano il servizio prima delle 18.00, ma spesso chiudono tra le 22 e le 23). Per fortuna alloggiamo in centro, lungo la Mannerheimintie, la strada che porta direttamente nella parte più turistica della città, vicino alla stazione e a due passi dal Senaantintori (Piazza del Senato), dall'Esplanadin Puisto e dalla Kauppatori (piazza del mercato), dove si concentrano la maggior parte delle cose da vedere. Le distanze sono tutte facilmente percorribili a piedi. Per fortuna le giornate sono molto lunghe, il buio cala ben oltre le dieci di sera e quindi abbiamo avuto tempo di visitare tutto quanto ci interessava vedere.
Kauppatori
C'era un discreto vento e la temperatura era intorno ai 15°C, il cielo però era sereno; questa è stata la giornata più fresca di tutto il viaggio, molto fortunato sul versante meteorologico con temperature medie diurne intorno ai 21°C e il sole sempre splendente.
La stazione di Helsinki merita un passaggio, un edificio massiccio, non altissimo ma imponente, che si affaccia su un'ampia piazza circondata da centri commerciali (peraltro, caso mai interessasse, proprio in uno di fronte ha sede il negozio ufficiale della Rovio, pieno di gadget di Angry Birds...). Ma il vero cuore della città è quello intorno all'Esplanadin Puisto, ricco di boutique con le grandi marche locali, con una bella piazza alberata, diversi posti per il ristoro e che si apre su Kauppatori, dove al mattino c'è un piccolo mercato di frutta e cibi pronti d'asporto e, soprattutto, da dove partono i traghetti. Arrivati a Kauppatori non si può non notare la Uspenki Cathedral (ortodossa), che si erge sopra una collinetta e si raggiunge in meno di 5 minuti a piedi. Da qui ci siamo diretti, con altri 5 minuti a piedi, alla Sanaantori, dove si erge la Helsingin Tuomiokirkko (cattedrale luterana), un edificio bianco, imponente con le sue colonne "greche", in cima a una ripidissima e decisamente alta scalinata (anch'essa bianca) - così inclinata da far venir le vertigini quando si è in cima.
Appena fuori dal centro merita indubbiamente una visita il Finlandia Talo, splendido esempio di architettura di Alvar Aalto, lungo la Mannerhimintie (ma per apprezzarlo bisogna osservarlo dalla parte opposta, nella parte interna, possibilmente oltre il lago se volete fotografarlo). Peccato che il davanti, la parte a mio avviso più interessante, si affacci su un orrido parcheggio, avrebbe meritato un'apertura più consona... un'occasione davvero mancata. Dal centro, a piedi, sono meno di 20 minuti. Lungo la strada ci sono però molti altri edifici interessanti, moderni e storici (tra cui uno curioso edificio in cui ha sede il museo di arte moderna), per cui è una passeggiata che vale la pena.
Parco di fronte al Finlandia Talo
Helsinki è decantata anche per i suoi negozi di design (quest'anno soprattutto, visto che è capitale europea del design), ma devo dire che se c'è una cosa che non manca da nessuna parte in Finlandia è un negozio o un centro commerciale con prodotti di design finlandese (gli immancabili vasi Alvar Aalto, bicchieri e altri oggetti in vetro di Ittala, stoffe e arredi Marimekko, gioielli in legno Arikka e altre nuove giovani marche che si imparano a riconoscere in breve). Altro elemento ricorrente per lo shopping è Angry Birds: il negozio ufficiale davanti alla stazione è solo un piccolo assaggio di quello che si può trovare in ogni cartoleria, tabaccheria, supermercato: oltre ai ben noti peluche, quaderni, gomme, astucci, cover per cellulari, bibite in lattina, caramelle, calzini, cappelli, pigiami, giochi in scatola, poster, coperte, cuscini, stoffa e persino catarinfrangenti per la bici.

Secondo giorno, domenica: Fortezza di Suomenlinna, Porvoo, Lappeeranta 
Al mattino ci alziamo presto per prendere uno dei primi traghetti per l'isola della Fortezza di Suomenlinna, patrimonio UNESCO (in estate i traghetti partono ogni 15 minuti, dalle 6 del mattino alle 2 di notte - sull'isola ci sono diversi ristoranti per cenare e aree attrezzate per picnic e grigliate). Il traghetto pubblico si trova un po' più in là del mercato, attaccato a quest'ultimo invece ci sono i traghetti turistici, che offrono anch'essi gite e tour all'isola.
Fortezza di Suomenlinna
Siamo stati premiati per la nostra partenza da "early birds", perché nonostante il centro visitatori e i musei aprano solo alle 10.00, e alcuni alle 11.00 (...), l'isola a quell'ora della domenica mattina è decisamente poco frequentata e gradevole (cosa che non si può dire del resto della giornata, a giudicare da quante persone sono scese dal traghetto delle 12.00). Consiglio di scaricare il materiale informativo dal sito della fortezza (http://www.suomenlinna.fi/en/) con il percorso da effettuare a piedi (circa 1,5 km solo andata). Per la visita servono circa un paio di ore, tre è l'ideale. Tra le cose interessanti, un sottomarino della seconda guerra mondiale, molto piccolo se confrontato al "nostro" Teti, ma pur sempre interessante (l'interno è visitabile dalle 11.00). Anche il viaggio verso l'isola è molto interessante perché permette di osservare Helsinki dal mare; uno skyline ondulato, dovuto al terreno roccioso e "movimentato" su cui è insediata la città, da cui spiccano in modo evidente le due cattedrali, quella luterana e quella ortodossa: senza dubbio il mare è luogo migliore da cui osservarle.
Scesi dal traghetto intorno alle 12.00, non resisto e acquisto un cestino di eccellenti mirtilli al mercato (per 5 euro, un po' tanto, ma ne valeva la pena...). 
Verso l'una partiamo per Porvoo, graziosa cittadina lungo un fiume, con un centro storico in legno, le strade in pietra e "graziosi" negozietti di artigianato e altre frivolezze locali. La passeggiata richiede non più di un'ora per salire fino alla Chiesa e tornare, partendo dal ponte con cui si entra in città: noi abbiamo fatto l'andata lungo il fiume, dalla sponda opposta della città, e il ritorno passando per il centro.
Porvoo
Abbiamo ripreso la nostra strada per Lappeeranta, una cittadina molto piccolo ma estremamente turistica, grazie probabilmente al fatto che il lago su cui sorge è in continuità con il canale che permette di arrivare in barca fino a San Pietroburgo. Canale o meno, è piena di turisti russi.
Castelli di sabbia a Lappeeranta
Oggettivamente, non è una meta imperdibile, ha una fortezza (Linnoitus) di cui è rimasto ben poco di antico, per lo più caseggiati militari del secolo scorso, ma dalla quale si gode una bella vista; una lunga passeggiata accanto al lago dove si possono osservare in estate enormi castelli di sabbia a tema, un piccolissimo centro storico lungo il quale si concentrano tutti i luoghi di ristoro. La zona ha un'importanza storica notevole: si trova nella regione chiamata Karelia, lungo oggetto di contesa e terreno di aspre battaglie tra Finlandia e Russia. E' comunque un punto gradevole per interrompere il viaggio, eventualmente concedendosi qualche sport d'acqua.
Murales a Lappeeranta

Terzo giorno, lunedì: Punkahari, Kerimaki, Savonlinna
La strada da Lappeeranta a Savonlinna passa per Punkahari, uno dei luoghi più belli visti in questa vacanza. Il punto di attrazione principale è il Punkahari Bridge, una lunga (circa 7 km) e sottile striscia di terra formatasi nell'era glaciale che separa due laghi. La deviazione è ben segnalata e si tratta sostanzialmente di una strada parallela a quella principale. E' molto suggestiva soprattutto in alcuni punti, quando sia a destra che a sinistra la vista si apre sui laghi. Volendo, ci sono molte passeggiate che si possono fare in questa zona, alcune anche a carattere storico (anche questo è stato a lungo terreno di scontri).
Punkahari Bridge
Nei pressi, ci sono due musei piuttosto curiosi: il Lusto e il Retretti. Il Lusto è una specie di museo della cultura forestale, dove sono raccolti reperti e informazioni della vita nei boschi e nella neve. Tra asce, tronchi, gatti della neve, la sezione a mio avviso più interessante è quella delle macchine: vecchi veicoli e prototipi futuri per tagliare gli alberi nei boschi, con video che mostrano il loro funzionamento. Tra questi, i modelli più recenti, in grado di tagliare un albero, asportare tutti i rami e depositarlo in tronchi di lunghezza definita nei container per il trasporto (girando per la Finlandia può capitare di vederne qualcuno, ed è davvero impressionante vedere come l'albero venga "sbucciato" in pochi minuti...). Di più largo largo interesse il museo Retretti: un'intera esposizione d'arte contemporanea in una lunga grotta sotterranea. Un'esperienza davvero notevole e suggestiva persino per le persone che non apprezzano questo tipo di arte. Oltre all'esposizione permanente ci sono anche diverse mostre temporanee.
Da qui ci dirigiamo a Kerimaki, una deviazione di pochi km dalla strada per Savonlinna: l'obiettivo è visitare la più grande chiesa in legno della Finalndia. Non veniamo delusi: è indubbiamente enorme.
La chiesa e il campanile di Kerimaki
Infine ci dirigiamo verso Savonlinna, il posto più bello dove abbiamo soggiornato e che forse meritava almeno un giorno in più per esplorare le zone circostanti (in particolare il parco Linnaasari, dove a maggio e giugno è possibile avvistare le foche dal collare, specie endemica di queste zone). Curiosità: è qui che è nato e che si svolge il campionato annuale di lancio del telefonino.
Savonlinna sorge su un ampio lago dominato da un castello, l'Ovanlinna, visitabile in meno di un'ora. Ci concediamo un piacevolissimo giro in barca lungo il lago: i tour sono numerosi, dalle 10 del mattino alle 19.00 di sera, alcuni su battelli a vapore e talvolta anche con possibilità di cenare e dai costi insolitamente contenuti per gli standard finlandesi. La sera abbiamo cenato in un birrificio (Panimoravintola Huvila) ricavato da un ex casa di cura per malattie mentali (a dire la verità sembra una casetta di legno in riva al lago come tante altre), ottima la birra e anche il cibo (attenzione: si tratta di qualcosa che noi definiremmo nouvelle cousine: porzioni e costi di conseguenza...). Dopo cena, una passeggiata lungo il lago è un must, tanto più che la notte sembra non scendere mai...
Ovanlinna, il castello di Savonlinna
Quarto giorno, martedì: Savonlinna, Jyvaskyla
Al mattino esploriamo Sulosaari, un'isola collegata da un ponte pedonale al centro della città. E' un posto notevole, ottimo per una bella passeggiata (se muniti di repellenti per insetti: non sono tanti, ma comunque fastidiosi) e per godere dei frutti dei boschi: lamponi e mirtilli abbondano su tutta l'isola.
Lamponi a Savonlinna
Quindi ci dirigiamo a Jyvaskyla, la città di Alvar Aalto, dove visitiamo il suo museo (molto interessante, ma con una posizione infelice) e facciamo un giro per la città, in parte visitando alcuni dei numerosi edifici da lui progettati (da non perdere l'Università di Pedagogia - l'ingresso a museo comprende un depliant orientativo a questi edifici). Jyvaskyla ha un centro cittadino molto animato, probabilmente grazie alla numerosa popolazione studentesca. Anche la passeggiata lungo il lago è gradevole: oltretutto, praticabile fino a tardi la sera, perché ovviamente il sole sembra non voler mai tramontare e i finlandesi pare non ne vogliano sprecare nemmeno un raggio, quindi anche alle 11 di sera li trovate seduti a chiacchierare allegramente sulle numerose panchine che costeggiano l'acqua (ah, giusto: ho letto che i finlandesi sono taciturni, forse d'inverno! D'estate non lo sono affatto per quel che abbiamo visto...). Per la cena, notevole il Soppabaari, un locale che prepara zuppe e primi notevoli a prezzi contenuti.
Barca con jacuzzi riscaldata a Jyvaskyla
Vicino a Jyvaskyla, a circa 20 minuti di auto, per gli appassionati di architettura, c'è Saynatsalo Kunnantalo, una delle opere più famose di Alvar Alto, e Muuratsalon Koetalo, dove si trova la sua Experimental House e la sua famosa barca "Nemo profeta in patria" (visitabili solo con tour guidati e su prenotazione).

Quinto giorno: Chiesa di Petavajesi, Tampere
Noi decidiamo invece di dirigerci verso ovest, a Petajavesi, dove c'è una chiesa patrimonio dell'UNESCO, davvero molto interessante. E' stata inserita nella lista in quanto testimonianza dell'artigianato artistico finlandense: sorge anch'essa in riva al lago, ha una forma molto curiosa, quasi da fiaba, con decorazioni in legno eleganti e insolite.
Chiesa di Petajavesi, patrimonio UNESCO.
Nel primo pomeriggio arriviamo a Tampere, città industriale molto ricca. Deve la sua fortuna alle numerose fabbriche nate nell'Ottocento lungo il fiume che l'attraversa e del quale sfruttavano l'energia delle rapide. Si trattava per lo più di cotonifici, di cui il più importante era il Fynlanson, ora convertito in un bel centro culturale. La città è molto viva, piena di teatri e mostre d'arte, retaggi culturali di un passato fatto anche di imprenditori che investirono molto in edifici e manifestazioni culturali. Ora le fabbriche sono quasi tutte dismesse o trasformate, in genere ben conservate, sono un piacevole esempio, soprattutto nello skyline, di architettura industriale.
Una meta interessante è la torre che si trova a Sarkanniemi, a circa quindici minuti a piedi dal centro città. Sarkanniemi è un parco divertimenti tipo Gardaland, con giostre, un delfinario, un museo, un planetario e... il parco divertimenti a tema di Angry Birds (destinato ai più piccoli, non manca di divertire anche i più grandi...).
Alcune attrazioni del parco tematico Angry Birds a Sarkanniemi
Si può acquistare un biglietto onnicomprensivo, oppure semplicemente l'ingresso al parco, che comprende anche quello alla torre. Salendo su quest'ultima quel che appare è un'infinita distesa di alberi, e la città, che non è piccolissima, appare invece microscopica, da cui spiccano ritmicamente le rotonde torri in mattoni rosse delle ex-fabbriche. Il centro è ricco di centri commerciali e negozietti, numerosi ristoranti, ed è molto carino anche il lungo fiume, costeggiato da un piccolo parco. E' qui che è nata in origine la Nokia, prima di spostarsi fuori città nel paesino omonimo e molto prima che iniziasse a occuparsi di telefoni ed elettronica. Tra gli edifici, è molto interessante anche l'Opera, purtroppo non comodissima da raggiungere a piedi dal centro.

Sesto giorno: Hammenlinna, Turku
Hammenlina si trova tra Tampere e Turku: non è sul tragitto più breve, ma è una deviazione che vale la pena per visitare il castello sul lago. L'ingresso comprende anche una descrizione in italiano da cui si deduce la ben poco gloriosa storia di questo imponente edificio: in sostanza, è stato costruito dagli svedesi come base per raccogliere i tributi, ma non vi ha sostanzialmente mai vissuto un re o altro personaggio famoso, se non per qualche brevissima visita e nonostante una bellissima e minacciosa torre dei cannoni, non ha mai combattuto una battaglia: le rese sono arrivate prima di arrivare a sparare il primo colpo... Per questo è anche molto ben conservato. E' stato utilizzato anche come carcere femminile: lungo le mura c'è una bella mostra fotografica della storia dell'edificio. Il panorama sul lago è incantevole.
In tarda mattinata raggiungiamo Turku, la ex capitale della Finlandia, situata nella zona storicamente filo-svedese (infatti, i toponimi sono sia in finlandese che svedese in tutta la regione a ovest di Helsinki).
Siamo molto fortunati perché capitiamo in concomitanza con la festa dell'arte: la sera è previsto un concerto all'aperto lungo il fiume dell'Orchestra Filarmonica Finlandese (tema: Sibelius, il più importante compositore finlandese) e numerosi concerti di giovani musicisti dei generi più vari in diversi punti della città (il mix è alquanto bizzarro, ma in qualche modo funziona...).
Concerto dell'Orchestra Filarmonica Finlandese a Turku
Nel pomeriggio facciamo un viaggio lungo il fiume in barca, per vedere le prime isole fuori da Turku (avendo tempo, visitare l'arcipelago può valere il viaggio, da quanto ho capito, soprattutto in bici) e una panoramica delle cose più importanti della città. Anche qui c'è un castello medievale (meno imponente e suggestivo dall'esterno, molto bello nell'interno: ma ce lo risparmiamo, ne abbiamo visti a sufficienza per questa vacanza). Ci sono poi alcuni musei molto carini e peculiari: in caso di pioggia a Turku non ci si annoia (c'è anche un notevole complesso di piscine calde e saune). Ma c'è il sole, 22°C e stare all'aperto è davvero troppo piacevole, oltretutto con la città in festa: per cui decidiamo di vivere un po' le vie della città, passando dal coloratissimo mercato al coperto, la parte a est del fiume (la più antica, con la bellissima cattedrale) facendo le strade pedonali e il lungo fiume. Ci concediamo giusto (perché è all'aperto) una veloce visita al Luostarinmaki, antico quartiere artigiano, con case in legno sostanzialmente intatte da fine Ottocente/inizio Novecento, trasformato in museo vivente di arti e mestieri antichi. Avendo un po' più di tempo (o di maltempo...) probabilmente meriterebbe una visita il museo d'arte e archeologico Aboa Vetus/Ars Nova.

Settimo giorno: sola di Ruissalo (Turku), Fiskari, Lohia
C'è ancora il sole ed è il nostro ultimo giorno in Finlandia. E' un peccato non approfittare della natura straordinaria di questo paese, indubbiamente quello che ci è piaciuto di più di questa vacanza. Quindi prendiamo l'auto e ci dirigiamo su Ruissalo, un'isola attaccata a Turku con un piccolo ponte. All'interno ci sono campi da golf, riserve naturali e belle insenature. In teoria ci dovrebbe essere anche lo scoiattolo volante. Di quest'ultimo nessuna traccia, ma incontriamo una bella famigliola di cervi (credo) e facendo una lunga passeggiata nei boschi, infiniti cespugli di mirtilli e rovi di gustosissimi lamponi.
Ruissalo
A malincuore lasciamo questo posto per un viaggio di rientro verso l'aeroporto, con un paio di tappe intermedie, visto che il tempo c'è, anche se quello atmosferico inizia ad avere un aspetto minaccioso. Ci fermiamo a Fiskari, località in mezzo al nulla, famoso nel mondo degli anni Sessanta per le forbici Fiskars (quelle dal manico giallo, che vendono ancora, tali e quali alle originali...) e ora una nota località turistica piena di negozietti di artigianato dai prezzi folli e per gusti molto particolari. A ogni modo, è attraversata da una piacevolissima passeggiata lungo il fiume, dove si può anche vedere una locomotiva piccolissima, usata in passato per il trasporto locale di tronchi e merce. Quindi passiamo da una piccola cittadina, piuttosto ricca e vivace (fin troppo), chiamata Lohia, non è imperdibile, ma se ci passate, la chiesa di St. Lawrence (XV secolo) è veramente molto interessante, sia l'interno che l'esterno.
Chiesa di St. Lawrence, Lohia
In serata ci dirigiamo verso l'aeroporto (per comodità abbiamo prenotato l'albergo lì ed è stata un'ottima scelta), siccome è presto ci fermiamo a visitare il più grande centro commerciale della Finlandia presso Vantaa (il Jumbo), il che non vuol dire che sia enorme. Però ha una peculiarità che non ho visto altrove e per questo merita di essere citato: all'interno ha ben due ipermercati, concorrenti, situati uno di fronte all'altro.
E qui finisce il viaggio: riconsegnamo l'auto, andiamo a dormire e alle 8.45 del mattino riprendiamo l'aereo per l'Italia dove ad accoglierci troviamo i 35°C standard di questa caldissima estate.

domenica 29 gennaio 2012

I tecno-bocconcini finalisti del 2011 - prima parte

Ultima sera per votare i finalisti del Crunchies 2011. Come sempre la lista dei candidati è molto interessante (e sempre più lunga), un buon momento anche per scoprire siti, servizi e prodotti. Qui di seguito una piccola sintesi per alcune delle categorie.

Miglior tecnologia
L'anno scorso ha vinto la Google Self Driving Car, quest'anno arrivano vicino al podio:
Lytro: è una macchina fotografica basata su una tecnologia che permette di mettere a fuoco le fotografie DOPO averle scattate. In pratica, in uno scatto registra le immagini su più piani, consentendo in un secondo momento di scegliere quello desiderato. Semplicemente geniale (soprattutto se penso a tutte le foto di momenti memorabili buttate via perché l'unico scatto, preso in tutta fretta, era sfuocato).
NFC: Near Field Communication. In parole semplici, è una tecnologia che permette a due dispositivi di comunicare avvicinandoli. Le applicazioni sono molteplici e solo limitate dalla fantasia. Forse la più nota è quella utilizzata da Google su alcuni telefoni Android e già operativa in via sperimentale negli Stati Uniti: la possibilità di utilizzare il cellulare per pagare avvicinando il telefonino al lettore di carte di credito.
OnLive: una tecnologia figlia della cloud, permette di giocare con i giochi più famosi sfruttando la tecnologia della nuvola. In pratica, è una piattaforma che consente di giocare via internet a qualsiasi gioco (disponibile) utilizzando il dispositivo che si preferisce in quel momento (computer, TV, tablet...).
Siri: su Siri non dico nulla perché la pubblicità in televisione credo che abbia edotto ormai anche i muri...
Tesla Flat Pack Battery: batterie per auto elettriche poste nella parte inferiore della macchina. Il progetto è molto interessante: rivoluziona il design dell'auto. Liberando spazio, la parte davanti dell'auto diventa un portabagagli e quella dietro può essere usata come spazio per ulteriori posti a sedere. Consiglio una visita all'articolo su TechCrunch e alla visione del video.

Miglior applicazione "social"
L'anno scorso ha vinto Daily Booth, un social network per raccontare in modo istantaneo al mondo la propria vita utilizzando fotografie. Un social network che ha preso piede soprattutto tra i giovani (anche perché è un sistema che facilita la socializzazione con "nuovi amici").
Quest'anno la lista comprende:
Facebook Timeline: non ho ancora avuto modo di capire se mi piace o no, anche se quest'idea di "tutta la vita" davanti mi inquieta un po', comunque volenti o nolenti dal 5 febbraio tutti gli iscritti a Facebook la conosceranno perché sarà applicata di default ai profili, quindi non mi dilungo.
Instagram: software gratuito per fotografare, rielaborare e condividere le immagini. Ha diverse caratteristiche interessanti.
Google+: è il social network di Google, ha introdotto alcune innovazioni molto interessanti, come l'idea delle cerchie (che io trovo semplicemente geniale) e l'integrazione con i mezzi di produttività. Io lo trovo ancora un po' acerbo, ma c'è ampio spazio di crescita.
The New New Twitter: il nuovo twitter allarga le alucce, non solo più la cronologia con le sue citazioni, le parole chiave, ma anche una piattaforma video per trasmettere eventi e alcune importanti acquisizioni. Insomma, c'è fermento, abbiamo un lungo anno davanti per vedere se continuerà a crescere ai notevoli ritmi tenuti quest'anno.
Path 2.0: è una specie di social network, non molto diverso da Facebook per certi aspetti, per condividere con altri foto, momenti della giornate, pensieri. Bisognerebbe provarlo per capire quali siano le potenzialità per cui uno dovrebbe preferirlo a uno dei molti già esistenti (questi social network: pensi sempre che ce ne sia già da vendere, e ogni tre per due ne nasce uno nuovo...), quel che si capisce dal video però è che ha una grafica decisamente migliore e un'usabilità notevolmente superiore alla pessime applicazione mobile di Facebook.

Miglior applicazione mobile
Evernote: un sistema estremamente rapido e semplice per annotare idee, appunti, immagini, link, registrazioni audio, organizzandoli in categorie (i taccuini) che possono essere condivisi. Si sincronizza automaticamente tra mobile, online e applicazione desktop. Io lo uso ormai da più di un anno e credo che faticherei a fare senza: semplice, immediato, terribilmente utile. E' possibile anche inserirlo nelle procedure di iftt, per cui, per esempio, quando effettuiamo una determinata azione, questa può generare in automatico una nota in un taccuino prestabilito su evernote.
Flipboard: lettore di feed che li organizza in modo graficamente molto gradevole. Rende la lettura degli articoli aggregati mediante feed rss decisamente molto piacevole e ha fatto scuola: sono nati diversi feed-reader per dispositivi mobile che hanno messo al centro l'esperienza estetica della lettura nella visualizzazione. Era ora, gli utenti ringraziano.
Pandora: aggregatore di musica basato sulle radio. Sarebbe molto interessante, sennonché in Italia non funziona (ancora).
Spotify: è un software che permette di scoprire e ascoltare musica basandosi sulle dinamiche dei social network.
Square: è un dispositivo/software che permette di trasformare i dispositivi mobile in lettori di carte di credito, in modo da ...potersi far pagare ovunque. Il sistema mi pare molto interessante, soprattutto immaginandolo applicato ai liberi professionisti.
TaskRabbit: sistema curioso e interessante, l'idea è "scarica a qualcun altro il lavoro che dovresti fare tu, così avrai più tempo libero", nella pratica è un sistema di job placement piuttosto evoluto. Si invia la propria richiesta (es. necessità di qualcuno che faccia la spesa, un idraulico, pulizia della casa...) e il sistema propone una serie di candidati disponibili che rispondono ai requisiti richiesti. Se si accetta, si mette in moto il sistema e solo al termine della prestazione si paga TaskRabbit online.

Fine della prima parte.

mercoledì 25 gennaio 2012

Con il potere della citazione

La citazione è uno strano animale: si nutre di internet e nel contempo lo ingrassa e lo rinforza. È un'immagine che mi è venuta in mente leggendo questo articolo sul Columbia Journalism Review sul ruolo della "condivisione" (intesa come citazione e messa in comune, non mi risulta ci sia un termine italiano realmente corrispondente a sharing) nello stravolgere i media. È un inizio di riflessione su un processo ancora evidentemente in embrione con il quale non è facile prendere le misure per chi si occupa di contenuti in modo professionale. Cionondimeno è un invito a riflettere sul potere della rete sociale di far vivere e proliferare un'idea rimbalzandola nei suoi mille canali di comunicazione, fino a far diventare singole parole delle vere bandiere, consacrando pensieri al dominio pubblico (basti pensare alla primavera araba nei social network o a Occupy Wall Street).

In ambito scientifico la citazione ha un valore persino quantificabile, si chiama Citation Index ed è un parametro che misura quanto una ricerca viene ripresa e citata nelle pubblicazioni scientifiche. È indice di qualità: se il tuo lavoro viene considerato da tanti altri, vuol dire che ha apportato qualcosa di utile e di nuovo al grande progetto di conoscere la natura.

Eppure in ambito generico si fatica a riconoscerne il valore, quasi che riprodurre (citando la fonte, altrimenti ha un altro nome...) un'idea valida sia indice di pochezza mentale, invece che un'abilita' da coltivare con cura. Ora più che mai, perché la quantità di informazioni che riempiono progressivamente l'infinito di internet è interessante solo se diventa facile ricavarne contenuti di valore e utili. E nella rete oggi il modo più efficace per far emergere dalla marea di dati specifiche informazioni è la citazione attraverso blog, tumblr, Twitter, Facebook, FriendFeed (peraltro il tutto meriterebbe una riflessione sul funzionamento dei futuri motori di ricerca, ora Google, potentissimo, fatica a individuare questa rilevanza) . Sperando che prenda vita attraverso i nostri contatti, e inizi a farsi spazio nella rete divorandone il rumore e dandogli un senso, quello delle idee che si propagano e quello del valore di una rete sociale che si consolida, e restituisce al mondo reale una nuova e arricchita, mutevole, visione di sé stesso. Quindi c'è da sperare che ad essere virali siano pensieri costruttivi. Caso mai non si fosse capito, tutto ciò è un invito a... citare responsabilmente, stante le tendenze in atto saremo sempre di più noi (la rete) a decidere quali contenuti emergeranno.


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venerdì 23 settembre 2011

Facebook non dorme mai (e veglia su di noi)

Anche i muri ormai lo sanno: in questi giorni all'f8 si parla del Facebook del futuro. Novità così tanto importanti da indurmi a rompere il silenzio, vincere la pigrizia e scrivere qualche riga nel mio blog, tra una ragnatela e l'altra.

I circa 800 milioni di utenti (proprio così, caso mai vi fosse sfuggito...) di FB potranno d'ora in poi:

- condividere la musica (wow!), grazie alla partnership con Spotify e altri network. Ok, potevamo farlo prima, certo, il web pullula di (eccellenti) social network musicali. Ma ora possiamo farlo "nella nostra nuova casa virtuale" (così la immaginano Zuck&C.) in "via Facebook". Così anche la nonna e il tuo parrucchiere potranno finalmente sapere che musica ascolti, non solo quegli estranei dai nickname strani che hai incrociato per le vie virtuali grazie all'accomunanza di interessi. E grazie ai quali hai scoperto tanta buona musica (almeno, secondo te). Per fortuna si può scegliere di non condividere con tutti (almeno questo lo hanno capito in FB). Beninteso, mi pare una gran bella cosa, curiosamente ribalta il concetto di in "internet trovo e condivido quello che mi interessa insieme ad altri che hanno i miei interessi anche se non li conosco" (ossia, in internet c'è spazio anche per le nicchie) con in "internet condivido tutto quello che mi piace con tutti". Per fortuna internet è grande e c'è spazio per entrambi (mentre il tempo della nostra vita è un po' meno spazioso, ma questo fa parte di un'altra storia). Questa doppia natura esiste da tempo (c'erano anche altri modi per condividere musica su FB), ma ora credo che esplodera'...

- la timeline ("wowowow"), questa per me è l'idea più interessante, vorrei conoscere la persona che ha avuto quest'idea geniale (non è un tono ironico, lo penso sul serio). Tutte le nostre attività in una timeline, per non dimenticare nulla, come nell'album di fotografie della mamma, quella che parte da te che a un mese di vita fai il bagnetto a quando ti sei diplomato. Tutta la tua vita sulla credenza delle foto ricordo in casa FB. Cosa c'è di più struggente e appassionante? Tutta la tua vita davanti, quella cosa che si dice che si vede quando la signora con la falce ci passa di fianco. Ebbene, FB stavolta l'ha battuta sul tempo. Oppure possiamo vederlo come l'abstract della nostra esistenza, un condensato che ci ricorderà in ogni istante quanto più o meno è intensa la nostra vita a colpo d'occhio. Ok, esagero, sarà sicuramente divertente, quanto inquietante, quanto spiazzante. Be prepared;

- compaiono alcuni pulsanti nuovi, tra cui il "want", il "read" e la possibilità di personalizzazione ancora di più chi può vedere cosa (era ora);

- torna la possibilità di inserire app di terzi (come due anni fa);

- hanno accennato alla partnership con alcuni quotidiani americani. Perché uno dovrebbe leggere i quotidiani su FB, con tutti i sistemi che già esistono? Beh, intanto perché, per molti, ci sono poche cose che fanno sentirsi a casa come leggere il quotidiano facendo colazione la domenica mattina. Sarà curioso l'accentuarsi dell'effetto nell'elenco notizie che mescola vita privata e crisi internazionali. Forse accade già: anche a casa, mentre leggi l'ultimo aggiornamento sulla caduta della borsa, c'è qualcuno che ti chiede se per caso "li finisci tu i biscotti?" oppure mentre ti arrabbi per l'ultima irresponsabile scelta del tuo schieramento politico, qualcuno ti ricorda "la ricevuta per ritirare la raccomandata è nel primo cassetto", però almeno sono due mezzi di comunicazione diversa, uno lo leggi, l'altro lo ascolti. In FB è tutto sulla timeline, vita personale e vita globale...

- dicono anche che potremo vedere la tv.

Non finisce qui e non è chiaro quando tutto ciò avverrà in Italia, ma una cosa è certa per me: è necessario lucidare bene la bussola per trovare ogni volta la strada che cerchiamo, perché sarà sempre tutto più confuso, complesso, miscelato.

Anche perché il rischio è che la rotta la decida qualcun altro, dopo che conoscerà di noi ogni esperienza e desiderio (visto che ha già iniziato a decidere per noi quali sono "le top stories").

domenica 19 dicembre 2010

Android, getting started: le Apps che uso e perché

Ecco qui di seguito l'annunciata lista "commentata" e organizzata per categorie delle apps che ho installato sui miei due Androidi (Milestone e Galaxy Tab). Informazioni aggiornate ad oggi, con indicato il costo per quelle a pagamento (se non è indicato niente, l'app è free).
Per la schermata principale:

- Per avere sotto controllo ora, data e tempo atmosferico Beautiful Widgets (€1,49). Dopo averlo installato, si può aggiungere il widget Beautiful Meteo alla home page, che indica con una grafica molto fresca le informazioni suddette. Inoltre, tappando si attivano le funzioni per impostare la sveglia e per controllare le previsioni del tempo nei giorni successivi.
- Per controllare la connessione a internet via hsdpa APNdroid, un'utilissima app con un widget che permette di "chiudere" la connessione a internet tappando su di esso, e indicando se siamo o meno connessi grazie al cambiamento di color: verde online, rosso offline. Risparmio di batteria garantito e decisamente rilevante. Impossibile, per me, farne a meno.
- Per avere sotto controllo il consumo di RAM: sul Milestone ho installato Advance Task Killer Free, che permette di chiudere con un solo tap tutte le applicazioni aperte. Sul Galaxy Tab uso il widget apposito preinstallato (Controllo applicazioni) che permette di fare un controllo molto fine, oltre ad avvisare con un codice colore quando si arriva ad un livello critico (giallo: ok, rosso: è ora di chiudere qualche applicazione).
- Per avere sotto controllo il consumo dell'energia: sul Milestone ho installato  Battery Widget, che indica, anche in modo grafico, il livello della batteria. Sul Galaxy Tab per ora non ho installato niente perché l'indicatore già presente è abbastanza affidabile.
- Apps di uso frequente, che è importante siano di facile e rapido accesso:
1) strumenti per prendere appunti. Ne uso due: Note Everything che uso per prendere appunti e annotarmi pensieri ed Evernote, che uso per organizzare informazioni archiviabili per consultazione futura, per esempio libri che vorrei leggere (anche se ora cerco di salvarli direttamente nell'Anobii wish list grazie all'uso combinato di Anobiit e Barcode Scanner). Note Everything lavora in locale, mentre Evernote richiede la registrazione online (ma si può usare offline, quando ci colleghiamo si sincronizza con l'account online). La comodità di quest'ultimo risiede proprio nella caratteristica di conservare tutto online e la possibilità di inserire note testuali, audio, immagini organizzate secondo tag, quindi molto facilmente reperibili e raggruppabili. Esempi di informazioni che archivio in Evernote: come scritto sopra, libri da leggere, ma anche film da vedere, spunti e progetti interessanti per il mio lavoro, fiori e piante di cui voglio conoscere il  nome in un secondo momento, ricette di cucina che voglio provare.
2) la macchina fotografica e l'accesso diretto alla gallery,
3) la calcolatrice, RealCalc Scientific Calcultor, una calcolatrice scientifica piuttosto completa. Sul Milestone uso anche la Calcolatrice di default, che ha un'interfaccia molto semplice ma permette di accedere ad alcune funzioni avanzate, uno strumento di base (sin, cos, tan, log, ln, pigrego...) ma più che sufficiente per l'uso comune. Sul Galaxy Tab, approfittando dell'ampiezza dello schermo, uso direttamente la RealCalc.  Volendo si trovano anche strumenti più sofisticati ancora, che permettono per esempio di ottenere anche i grafici, ma per il mio uso comune è già più che sufficiente.
4) strumenti di comunicazione: telefono (uso Dialer One), messaggi;  l'email, la Gtalk (uso prettamente questo strumento per la chat per cui lo tengo nella schermata principale, ma ne ho anche altri, v. dopo), il browser: non uso quello di default, su entrambi i dispositivi ho installato HD Dolphin browser, che devo dire funziona piuttosto bene, soprattutto per gestire più schede aperte e i segnalibri. Ho impostato lo scorrimento delle pagine con i tasti del volume, molto comodo durante la lettura rispetto allo scrolling con il dito.
- per "organizzarsi efficientemente" ho pensato fosse utile avere sempre sotto controllo due elementi fondamentali: il calendario con gli appuntamenti in vista e l'elenco delle attività da fare. Per quanto riguarda il calendario uso su entrambi i dispositivi quelli di default (che funzionano bene anche se hanno parecchi punti di migliorabilità, per esempio inserendo un appuntamento non è possibile inviare contestualmente a terzi degli inviti) ma ho installato un widget, Smooth Calendar, per far comparire nella homepage i primi tre appuntamenti in programma e per accedere rapidamente al calendario. Questo widget è molto utile anche per inserirvi informazioni che vogliamo avere comodamente sott'occhio (per esempio, ho scoperto che è molto utile inserirvi i codici dei biglietti del treno, onde evitare di cercare l'sms quando arriva il controllore sul treno...). Per quanto riguarda la gestione delle task, uso Astrid, che in quanto a tortura-utente non è male, ti perseguita il giusto finché non ti decidi a fare quello che devi fare o a cancellare coscientemente il task. Diciamo che di certo non ti puoi dimenticare che devi fare una certa cosa, una volta che l'hai segnata su Astrid. Può sincronizzarsi con Google Task. Ha una discreta varietà di opzioni per gestire le attività, che vanno dalla scelta delle date, all'indice di priorità, tipo di allarme etc.

Qui di seguito gli altri software che ho installato, e che non tengo nell'homepage ma organizzate diversamente nei due dispositivi. Nel Milestone ho installato ADW launcher, un'ottima interfaccia per la home. Ha un pannello fisso in basso che nella versione attuale può ospitare ben 5 software da lanciare e si possono impostare il numero di pannelli, di software su ogni singola pagina (numero di righe e colonne) e l'effetto grafico di visualizzazione del desk delle app. Inoltre, sono disponibili nel market diverse skin da applicarvi, prettamente a pagamento, ma non solo (in ogni caso a prezzi mooolto modici). Per il Galaxy Tab, invece, uso l'interfaccia di default per la home. In compenso, per organizzare al meglio le risorse su quest'ultimo, visto che l'ampia disponibilità di memoria mi ha permesso di installare un numero decisamente elevato di apps, utilizzo Folder Organizer (€0,99). E' uno strumento molto potente. Io lo uso così: ho stabilito una serie di etichette fisse (per esempio: games, learn, appunti, ebook, reader, viaggi, foto, video, musica, cucina, ricerca). Ogni software che installo lo taggo con una di queste etichette. A ciascuna di questa etichetta ho associato un'icona personalizzata (esiste una versione free che fa quasi tutto, tra le cose che non fa è personalizzare le cartelle, per me importante per non perdermi sulla home, per cui ho optato per la versione a pagamento). Tornata sulla home, ho inserito dei widget per ciascuna etichetta: facendo clic su ognuno di essi si apre una cartella per l'accesso diretto alle apps a cui sono associate. Oltre alle apps è possibile taggare e trattare in questo modo anche azioni, link diretti a pagine web etc. Invece, nel Milestone le applicazioni che ho installato sono decisamente meno e le ho semplicemente divise per tema sulle diverse schermate. Come utility generale, ho installato - su entrambi i dispositivi - la SwiftKey Keyboard (3,99 USD) e il pacchetto di lingua in italiano. Si tratta di una tastiera davvero molto comoda, che suggerisce le parole imparando progressivamente il linguaggio (effettua un'analisi statistica dell'uso delle parole e della loro associazione, per suggerirle in base a quello che si sta scrivendo: dopo un po' diventa davvero molto efficiente).

Vediamo ora i software per ciascuna "etichetta": siccome ad ogni app può esserne applicata più d'una, la stessa applicazione può comparire in più di una lista, ma questo è voluto, rende più facile trovarle quando servono, visto che non sempre si usa la stessa associazione mentale per ricordarsi come si è archiviata l'app...
- sotto l'etichetta ricerca ho raggruppato le seguenti applicazioni: bookmark per google, Wolfran Alpha (1 sterlina, ricerche in ambito scientifico), Barcode scanner (per scansionare i barcode, con la speranza che i database online di questi ultimi siano finalmente implementati decentemente anche in Italia...), Wikidroid (per ricerche rapide su wikipedia), Stumble Upon (social network per condividere e ricercare siti web votati dalla community - noto, per altro, come strumento "wasting time" per eccelenza), iTranslate (software rapido di consultazione per tradurre in molte lingue), Google Sky Map (per identificare le costellazioni, quelle rare volte che capita di poter ancora vedere le stelle), CineTrailer (per vedere gli ultimi trailer e le recensioni dei film), YouTube, la rubrica e la ricerca vocale. Ho applicato questa etichetta anche a Evernote, in quanto contiene strumenti per ricerca all'interno dei propri appunti.
- con l'etichetta appunti ho raggruppato: Evernote, di cui sopra, l'Agenda, Note Everything, Promemoria (preinstallato sul Galaxy Tab) per prendere appunti; Think free OfficeOlive Office e Documents to Go per leggere documenti "office" e PDF (per ora ne ho installati tre perché li sto testando per decidere quale tenere - ad oggi Think free Office mi sembra il più versatile e stabile); Thinking space, ottimo software per mappe concettuali on the go.
- all'etichetta socialnetwork ho associato: Twitdroid (tra tutti i software finora testati, per me resta il client migliore per Twitter - anche se risulta piuttosto ingombrante in termini di byte sul Milestone), Facebook (of course...), il link al mio profilo su Friendfeed (ho provato ad usare l'applicativo Friendroid ma devo dire che la versione online è per ora decisamente più confortevole da usare), Google Talk, Latitude (che però non uso, sono per ora molto scettica sulla questione "metto in rete dove sono"), il link per inviare messaggi (sms), Skype  (che funziona solo in chat per ora), Stumble Upon (sia mai che mi dimentichi che l'ho messo nella ricerca...), e Tango (software molto carino, anche se decisamente da perfezionare nel protocollo, per chiamarsi e videochiamarsi via web - non è pienamente soddisfacente a meno di non avere un'ottima banda a disposizione, ma se la banda è ampia, è eccellente).
- altra etichetta molto importante, quella dei viaggi: Orario Treni (un software "indipendente" molto utile per consultare l'orario dei treni, eventuali ritardi e anche avviare l'acquisto), Gps Test (software che permette di verificare rapidamente la ricezione satellitare), Navigatore, Maps e...GoogleSkyMaps per non perdersi..., iTranslate (comodo averlo anche qui), Trip Advisor (per consultare rapidamente le recensioni di hotel), Fusi Orari, Real Calculator, ConverPad (convertitore di unità di misura), 2Spaghi (per trovare i ristoranti in zona e le recensioni degli utenti che li hanno frequentati).
- ho creato il tag scienze, in cui ho inserito la MathKeyboard, una tastiera per inserire simboli matematici che richiamo al bisogno con un tap prolungato in qualsiasi campo di testo, NatGeo (video del National Geographic Channel), Science Mobile (dell'omonima rivista), TED Mobile e, ovviamente, Wolfran Alpha (1 sterlina).
- con l'etichetta blog ho raggruppato i link diretti ai bookmark dei miei blog e due software per bloggare (Blogaway e BloggerDroid, molto essenziali ma utili allo scopo), Google Reader per leggere i Feed e Screen Shot It (3,99 USD, solo sul Galaxy Tab), un software che permette di fotografare lo schermo con un sistema di delay dello scatto o scuotendo il tab (funziona senza necessità di rootare).
- all'etichetta ebook ho associato sul galaxy Tab i seguenti software per leggere ebook: Aldiko, eBook, Ebook reader, Libris-Lite e WordPlayer v2 (con Speech ForWordPlayer - per audiolettura in automatico, funziona piuttosto bene). Sul Milestone ho installato solo Aldiko, che tra quelli elencati sopra è per ora, a mio avviso, decisamente il migliore. Ad ogni modo, si tratta di software che fanno il loro lavoro onestamente ma c'è margine ampio di crescita.
- sempre nel settore "letture", ho creato anche un tag per reader: per i libri Anobiit e gli ebook reader di cui sopra, per le riviste e i feed Cosmopolitan.it, ReaderHub, Science Mobile, Giornali (feed delle homepage di moltissimi quotidiani italiani), Google reader e in più, mi concedo qualche fumetto: Calvin&Hobbes e Dilbert. Di questi sul Milestones ho installato solo Anobiit, Google Reader e Calvin&Hobbes.

Veniamo ora al reparto "multimediale":
- per quanto riguarda l'argomento foto ho raggruppato ovviamente la Fotocamera e la Galleria, ho poi installato (su entrambi i dispositivi) Photoshop Express (software molto leggero che permette di fare alcune modifiche al volo sulle immagini, come applicare qualche filtro, cornici, ridimensionare e tagliare) e PhotoFunia (software di fotomontaggio - funziona solo se connessi online - che permette di inserire le facce da noi fotografate all'interno di altre foto o disegni; la scelta è piuttosto ampia e il risultato spesso soddisfacente e, naturalmente, divertente).
- per quanto riguarda i video: CineTrailer (v. sopra), IMDb (applicazione del celebre database dei film), TED Mobile, YouTube.
- per quanto riguarda la musica non mi sono ancora molto avventurata, quindi per ora ho solo i software di default e ho installato l'app di RadioMonteCarlo che funziona, peraltro, molto bene.

Per quanto riguarda l'altra mia passione, la cucina, sul Galaxy ho creato un tag apposito (cucina) che raggruppa il link al mio blog A me le pentole, il software A perfect cup of tea (teatimer personalizzabile), l'app di Eataly, da cui recuperare molte ricette (ho visto che ci sono anche molte altre applicazioni interessanti, ma mi serve più tempo ;)). Ho installato anche AiC Mobile, per avere sottomano i cibi per celiaci (bisogna registrarsi online).

Non possono ovviamente mancare i giochi, visto che il touch si presta veramente molto bene... Ho installato per ora su entrambi i dispositivi Abduction (ottimo per perdere tempo...) e AngryBirds (diabolicamente geniale); sul Galaxy AngryBirds Seasons (l'app che permette di scaricare le estensioni speciali di AngryBirds, al momento quelle uscite in occasione di Halloween e di Natale - geniali...), Bubble Blast 2 (gioco arcade che però credo che disinstallerò perchè mi richiama sempre il sito online), Labyrinth lite (ideale per verificare la precisione dell'accelerometro), Paper Toss (wasting time...), SkyBurger (grazioso senza eccedere); NFS Shift (corse d'auto, ottimo), Spaghetti Marshmallo (sempre della serie rompicapi dinamici, molto carino), Trism (Tetris, che potevano però fare molto meglio). Lo segnalo per amore di completezza, di Angry Birds, cercando nel Market ho trovato anche Angry Birds Sounds, una applicazione che permette di scaricare tutti i suoni di questo gioco e di impostarli come suoneria, allarme o alert (della serie "mai più senza").

Infine, per imparare: ho scaricato diversi software per imparare le lingue, la maggior parte Flashcard, ma sto ancora approfondendo l'argomento, perché finora non ho trovato nulla di esaltante, cosette qui e là molto carine, ma mai complete, però il numero di app sull'argomento è enorme, dunque suppongo sia solo questione di tempo.

Altri software non catalogati ma decisamente molto utili:
- MissPlitty: un software per tenere traccia delle spese, indicando per ciascuna di esse la data, la valuta, chi ha pagato e chi dovrebbe dividere le spese. Il software in automatico restituisce anche come suddividere le spese tra più persone e di inviare il file con il resoconto via email (anche in formato .csv)
- ASTRO, per gestire i file (software per esplorare cartelle, file e fare operazioni su di essi - copia, incolla, cancella, sposta, invia...).

Per ora è tutto, ma... solo per ora.
To be continued...

domenica 12 dicembre 2010

Perché l'Androide mi ha cambiato la vita

Ed eccomi qui, dopo 4 mesi di sperimentazione quotidiana con uno smartphone androide (nella fattispecie il Milestone della Motorola) e 4 giorni di full immersion con il Galaxy Tab  a raccontare il come e il perché la vita non è più la stessa quando questi piccoli oggetti entrano a far parte della nostra quotidianità. La questione è molto semplice, mi posso "permettere" una vita più "frenetica" perché questi oggetti mi fanno risparmiare tempo. In pratica, sono dei piccoli "catalizzatori" di vita quotidiana (se usati in modo adeguato, altrimenti possono trasformarsi in "catalizzatori" di stress).
Ovviamente, io l'esperimento l'ho fatto con l'Androide ma ho il sospetto che valga per qualsiasi smartphone o tab (per esempio quelli con la mela). Requisiti fondamentali perché il tutto funzioni: connessione internet perennemente disponibile, una fonte di alimentazione per caricare il telefonino e le App, le vere sorgenti catalizzatrici. Seguirà nei prossimi giorni un post con l'elenco delle App che ho installato e che uso.

Ho cercato di riassumere che cosa hanno cambiato nella mia vita, in una specie di elogio all'elettronica da borsetta. Perché ho deciso di scrivere questo post? Perché qualche giorno fa una persona mi ha detto: "sì, sì, bello il tab, molto scenico, ma poi, nella realtà che te ne fai? Son cose che non servono a niente, solo a perder tempo" - il che era ben più che una provocazione per me, ma ho poi scoperto che il dubbio su cosa farne di questi oggetti una volta che li si ha in mano è molto frequente. Per cui vuol essere un contributo per idee nel caso "oh, mamma, ho uno smartphone (o un tab) - ed ora che cosa ci faccio?".



Ecco qui i vantaggi tangibili misurabili:
- riduzione della necessità di "memoria RAM mentale": 
1) posso comunicare istantaneamente in qualsiasi modo e qualsiasi cosa, non mi devo più ricordare di farlo dopo. Infatti, in pochi secondi posso scegliere il mezzo più consono per comunicare, email, telefono, twitter, facebook, blog, videotelefono, chat. Non di rado mi capita di chattare sull'autobus o sul treno, oppure di inviare per email immagini e foto documentative all'istante
2) posso salvare su file o su strumenti appositi online per archiviare in modo organizzato le informazioni che mi potranno servire in seguito, o addirittura inserirli direttamente nel calendario per un promemoria (esempio: eventi a cui mi interessa partecipare, libri che vorrei comprare, idee estemporanee)
3) tutti gli strumenti per ricordare a disposizione: blocnotes, macchina fotografica, registratore vocale, software di archiviazione...
4) non mi dimentico più di un compleanno...
- ottimizzazione
1) prendere appunti direttamente sull'androide fa risparmiare notevolmente tempo e riduce il rischio (elevatissimo) di perderli. Uno dei vantaggi maggiori è che sono già in formato digitale, quindi si possono condividere immediatamente o velocemente redazionare per una relazione o per il blog
2) gli strumenti di ricerca specializzati che si possono scaricare sul telefono rendono molte operazioni semplicissime e riducono la necessità di prevedere molto tempo per la programmazione (es. per un viaggio, software che tengono traccia aggiornata dei treni e dei voli, che indicano i ristoranti e gli hotel, con costi e disponibilità nei dintorni; recensioni e promo di film sempre disponibili - per non parlare dei navigatori...)
3) controllo del budget: strumenti appositi permettono di registrare istantaneamente le spese in un formato già utile per tutte le analisi del caso (bel vantaggio, non dover più accumulare scontrini per ricordarsi di segnarli dopo...).
4) la possibilità di consultare i documenti nei formati più diffusi (word, excel, pdf, txt...) permette di accelerare molte tempistiche, per verificare, consultare, approvare senza la necessità di cercare o avere un vero computer a portata, anche sull'autobus...
5) molto più facile fare shopping (questo non ho ancora capito se sia veramente un vantaggio, comunque tempo ne fa risparmiare...). Si può comprare direttamente online (per esempio, il biglietto alla mostra che si intende visitare più tardi) oppure scoprire all'istante dove trovare l'oggetto del desiderio. Meno code, meno tempo perso tra negozi che non hanno quello che serve, accesso a recensioni e documentazioni che aiutano per l'acquisto.
- viaggiare più leggeri
1) pare un controsenso, mi metto in borsetta 300 grammi di androide e dico di viaggiare più leggera... E sì, perché in realtà quello che non ho dietro e che dovrei avere per fare quello che faccio con il solo androide è come minimo: un blocnotes con annesse penne, un computer per controllare la posta, un romanzo da leggere, le riviste e i giornali che consulto, un lettore mp3 per ascoltare musica, una calcolatrice, varie carte con biglietti, prenotazioni, indicazioni stradali, un'agenda, libri per aggiornarmi, un lettore DVD, dei dizionari di lingua, una macchina fotografica, un album di fotografie, un registratore vocale e, naturalmente, un telefono (per la gioia di chi produce tutti questi oggetti sopra indicati... bisognerà, come si suol dire, "ri-mediare"...).
- riduzione dell'ansia
1) con il navigatore incorporato non ho più alcuna ansia di perdermi
2) gli strumenti per il promemoria riducono l'ansia di "essersi dimenticati di qualcosa"
3) la possibilità di attingere rapidamente a qualsiasi tipo di informazione rende tutto meno ansiogeno (informazioni sui treni, traduzione in qualsiasi lingua, informazioni sui teatri, sui cinema, sul traffico...)
4) come estensione del punto precedente, ovviamente l'accesso ai social network può essere molto d'aiuto (recensioni al volo su alberghi, ristoranti, prodotti...)
- escluso ogni rischio di noia
1) dal medico, in stazione, persino la coda alla posta o in palestra sulla cyclette i minuti non paiono più fastidiosamente eterni: si può leggere l'email e salvare tempo per dopo, ascoltare musica anche via radio, leggere i post, partecipare a qualche baruffa su friendfeed, aggiornarsi sui propri amici con Facebook, navigare su youtube, guardare un film, alleviare il passare del tempo con qualche giochino addictive...
2) la comunità di sviluppo cresce a vista d'occhio (ben più che esponenzialmente), quindi non c'è tempo di annoiarsi ed assuefarsi: controllare continuamente sul market, c'è sempre qualche nuova App degna della nostra attenzione, che introduce elementi che prima nemmeno immaginavamo, che potrebbero mettere un altro tassello per cambiare la vita...
- più tempo per leggere, per studiare, per aggiornarsi
1) l'avere tutti gli archivi di questo mondo a disposizione fa sì che il mito dell'e-learning, "anywhere and anytime", possa essere davvero vero. Ora posso studiare una lingua straniera anche nei cinque minuti che aspetto l'autobus alla fermata o aggiornarmi sugli ultimi dispostivi guardando delle videorecensioni. Per non parlare di tutto ciò che ho a disposizione da leggere, per piacere o per imparare.



Note negativa
Purtroppo non sempre la connessione internet funziona al meglio e talvolta si scarica... lì, nascono veri e propri dolori, ma ho già verificato più e più volte, che si riesce a sopravvivere lo stesso (e comunque anche senza internet restano ancora molte cose che si possono fare, come leggere un ebook, scrivere o giocare con qualche passatempo). Altra nota negativa è che l'always on può diventare un po' una prigione e una fonte d'ansia, quindi bisogna trovare il giusto equilibrio tra la vita reale - e tanto per cambiare - la vita digitale, il che non è facile, almeno all'inizio. Ma anche questo si può fare. Infine, avere a disposizione 24 ore su 24, in qualsiasi posto in cui ci si trova qualche migliaia di negozi online, può avere anche degli effetti collaterali non proprio piacevoli sul portafoglio...

Differenziali
La differenza più eclatante tra i miei due Androidi è ovviamente la dimensione dello schermo, seguita dallo spazio RAM e di archiviazione. Ci sono poi altre innumerevoli differenze che sono un po' più per interessi specifici (per esempio, la possibilità di collegare al televisore, la qualità migliore dello schermo e il software Android più aggiornato che permette di vedere, tra le altre cose, anche i Flash). Perché comprare il "grande" quando quasi tutto ciò che si fa con quello, lo si può fare anche con il "piccolo"? Perché le dimensioni... contano. Sia dello schermo che della memoria, tutto diventa più fluido e fattibile. Quindi, mentre il telefonino diventa l'oggetto di archiviazione e comunicazione rapida, il tab ha più una funzione di intrattenimento e lavoro.. Perché non eliminare allora il telefono? Beh, io personalmente non mi sento ancora pronta a portarmi 7 pollici di schermo di fianco all'orecchio (non è solo questo, anche perché si può usare l'auricolare, è una questione di rapidità d'uso) Aiuta molto organizzarsi con strumenti online che permettono di condividere e sincronizzare i due oggetti (credo che con l'evoluzione tecnologica ci porterà comunque a poter girare con un solo oggetto che soddisfa tutte le esigenze, è solo questione di tempo).

C'è dell'altro?
Dimenticavo: tutto ciò, ovviamente, ci lascia comunque liberi di prenderci i nostri tempi di "silenzio", non facendo assolutamente niente alla fermata del tram, sull'autobus, in treno, in coda alla posta. Ho parlato di vita più "frenetica", era una provocazione: la verità è che permette di guadagnare tempo, e il tempo risparmiato lo si può impiegare come si desidera. Scegliere cosa fare del proprio tempo è il vero lusso.

Conclusioni
E vissero felici e contenti.
Almeno, secondo me.

mercoledì 25 novembre 2009

Libri di fantascienza

Raccolgo qui l'elenco di libri nominati in risposta alla mia domanda "qual è il più bel libro di fantascienza che avete letto?" su FriendFeed (vedere qui), perché la lista è piuttosto interessante... Non ho operato nessuna selezione o integrazione, quindi si tratta dell'elenco nudo e crudo dei libri di fantascienza (more or less - o soli autori, in alcuni casi) citati in risposta a questa domanda.

  • Adams, Douglas - Guida galattica per autostoppisti spaziali
  • Anderson, Poul W.
  • Asimov, Isaac - Il ciclo dei Robot
  • Asimov, Isaac – Il ciclo della Fondazione
  • Asimov, Isaac – Il notturno
  • Asimov, Isaac – Il Sole nudo
  • Asimov, Isaac – Io, robot (racconti)
  • Asimov, Isaac – L’ultima domanda (racconto)
  • Asimov, Isaac – La fine dell’eternità
  • Asimov, Isaac - Nenche gli dei
  • Asimov, Isaac - Notturno (racconto breve)
  • Asimov, Isaac - Sulle proprietà endocroniche della Tiotimolina risublimata (racconto)
  • Atwood, Margaret – Il racconto dell’ancella
  • Autori Vari – Meraviglie del possibile a cura di Solmi-Fruttero (1959)
  • Banks, Iain – L’altro universo
  • Banks, Iain – Matter
  • Banks, Iain – Pensa a Fleba
  • Banks, Iain – State of art
  • Banks, Iain - The Algebraist
  • Banks, Iain – Volgi lo sguardo al vento
  • Banks, Iain M. – Excession
  • Benni, Stefano – Terra!
  • Bester, Alfred – L’uomo disintegrato (1953)
  • Bracket, Leigh
  • Bradbury, Ray - Cronache marziane
  • Bradbury, Ray - Fahrenheit 451
  • Brown, Fredric – Cosmolinea b-1 e b-2
  • Brown, Fredric – Il vagabondo dello spazio (1957)
  • Brunner, John KH – Il gregge alza la testa
  • Brunner, John KH – Tutti a Zanzibar
  • C. L. Moore
  • Calvino, Italo – Cosmicomiche
  • Campbell, John W. – Chi va là? (racconto)
  • Cheryl, Morgan
  • Clarke, Arthur C. – Sabbie di Marte (1952)
  • Clarke, Arthur C. - Incontro con Rama
  • Clarke, Arthur C. – Odissea nello spazio
  • Clarke, Arthur C. – Polvere di Luna (1962)
  • Cremaschi, Inisero
  • Crichton, Michael - Andromeda
  • Delany, Samuel R.
  • Dick, Philip K. – Follia per sette clan
  • Dick, Philip K. – I giocatori di Titano
  • Dick, Philip K. – Il salario purpureo
  • Dick, Philip K. – La svastica sul Sole
  • Dick, Philip K. – Le tre stimmate di Palmer Eldritch
  • Dick, Philip K. - Scorrete lacrime, disse il poliziotto
  • Dick, Philip K. - Ubik
  • Dick, Philip K. - Un oscuro scrutare
  • Dick, Philip K.– Le tre stimmate di Palmer Eldritch
  • Ellis, Warren – Transmetropolitan (fumetto)
  • Farmer, Philip J. – Creatore di universi
  • Farmer, Philip J. – Relazioni aliene
  • Farmer, Philip J. – Riverworld
  • Farmer, Philip J. – Venere sulla conchiglia
  • Gerrold, David - Il ciclo di Chtorr
  • Gibson, William - La notte che bruciammo Chrome
  • Gibson, William – Neuroamante
  • Haldeman, Joe – Guerra eterna
  • Hamilton, Peter F. – La crisi della realtà (1- Emergenza! 2- Attacco! 3- Potere totale 4- Contrattacco)
  • Harris, Robert – Fatherland
  • Heinlein, Robert A. – La luna è una severa maestra
  • Heinlein, Robert A. – Operazione domani
  • Heinlein, Robert A. – Starship troopers (1959)
  • Heinlein, Robert A. - Straniero in terra straniera
  • Herbert, Robert A. - Dune
  • Houellebecq, Michel - Le particelle Elementari
  • Huxley, Aldous – Il mondo nuovo
  • Jeff, Noon – Le piume di Vurt
  • Jordan, Sydney – Jeff Hawke (fumetto)
  • Keyes, Daniel – Fiori per Algernon
  • Kurt, Vonnegurt - Mattatoio numero 5
  • Kuttner, Herny - I robot non hanno la coda
  • Lafferty, Raphael A. – Cantata
  • Le Guin, Ursula K. - I reietti dell'altro pianeta
  • Le Guin, Ursula K. - La mano sinistra delle tenebre
  • Lem, Stanislav – Solaris
  • Lem, Stanislav – Vuoto assoluto
  • Lovercraft – Le montagne della follia
  • Matheson, Richard - Tre millimetri al giorno
  • McBride Allen, Roger - La sfera spezzata
  • Merrill, Judith
  • Miller, Walter - Cantico per Leibowitz
  • Morgan, Richard K. – Bay City
  • Morrison, Grant – Gli invisibili (fumetto)
  • Niven, Larry – Ringworld
  • Norton, Andre
  • Orwell, G. - 1984
  • Pohl e Kornbluth – I mercanti dello spazio
  • Pohl, Frederick – La porta dell’infinito
  • Raspe, Rudolf E. - Le avventure del barone di Münchhausen
  • Russ, Joanna
  • Sawyer, Robert J. – Processo Alieno
  • Scott Card, Orson – Il gioco di Ender
  • Scott Card, Orson – Il riscatto di Ender
  • Shea e Wilson – Trilogia degli Illuminati
  • Sheckley, Robert – Opzioni
  • Sheckley, Robert – Scambio mentale
  • Shelley, Mary
  • Silverberg, Robert – L’uomo nel labirinto
  • Simak, Clifford D. – Anni senza fine
  • Simmons, Dan - Il ciclo di Hyperion
  • Simmons, Dan - Ilium
  • Simmons, Dan - Olympos
  • Spinrad, Norman – Il pianeta di Sangre
  • Star Trek (fumetti, serie classica)
  • Stephenson, Neal – Anathem
  • Stephenson, Neal – Snowcrash
  • Strugatzki, Arkadi e Boris - Pic nic sul ciglio della strada
  • Tiptree, James Jr (Alice Bradley)
  • Turtledove, Harry – Cicli dell’invasione
  • Turtledove, Henry – Ciclo della colonizzazione
  • Van Vogt, Alfred E. – Slan
  • Vance, Jack - Fuga da Tschai
  • Vance, Jack – L’ultimo castello (racconto)
  • Verne, Jules
  • Vinge, Vernon – Universo incostante
  • Vinge, Vernor – I naufraghi del tempo
  • Vinge, Vernor – Quando scoppio la Pace
  • Vonnegut, Kurt
  • Wells, HG – (racconti)
  • Wilhelm, Kate
  • Wills, Connie
  • Wyndham, John – Il giorno dei trifidi
  • Zelazny, Joseph F. - Creature della luce e delle tenebre
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domenica 19 luglio 2009

Blognotes di viaggio: la scimmia e la noce di cocco

In questo buffo video una scimmia, allo zoo di Singapore, si cimenta con l'apertura di una noce di cocco. Con questa nota divertente si chiude la serie di post dedicati al viaggio in Malesia e Singapore.

Blognotes di viaggio: il tapiro allo zoo di Singapore

Novita' assoluta per me, il tapiro dello zoo di Singapore adora stare immerso in acqua, grazie ad un complesso sistema per trattenere il respiro mentre e' immerso.

Blognotes di viaggio: i gibboni allo zoo di Singapore

Per questo filmato e' indispensabile accendere le casse...

Blognotes di viaggio: le tigri allo zoo di Singapore

Nel filmato, pochi ma intensi secondi di affetto tra i due micioni tigrati dello zoo di Singapore.

Blognotes di viaggio: 12-15 giugno, Singapore

Singapore e' l'ideale per autoprovocarsi uno shock culturale dopo una decina di giorni passati in mezzo alle foreste e alla natura. Si inizia gia' in aeroporto, enorme, ipercommerciale, dove persino ai biglietti viene associata una lotteria: neanche nel Nevada oserebbero tanto...
Anche qui dobbiamo passare la trafila per l'influenza H1N1 (scopriamo, tra le altre cose, che l'Italia e' considerata paese a rischio).

Arrivati in citta', l'impatto e' notevole: grattacieli, palazzi moderni, edifici coloniali, molto verde e, soprattutto, ordine e pulizia. Molta pulizia: quasi un'ossessione, come si capisce dalle centinaia di pubblicitá che raccomandano l'igiene delle mani. Sono ovunque, sotto forma di cartelloni pubblicita'-progresso in metropolitana, di istruzioni per lavarsi le mani nei bagni, come sfondo a poster che pubblicizzano ogni sorta di prodotto tascabile per l'igiene.

Ad ogni modo, a Singapore non ci si annoia, ehm... soprattutto se si capita in giorni di saldi e in contemporanea alla fiera dell'elettronica...

Tra i must-see, sicuramente la zona del porto, di sera, con i suoi localini e birrifici, e un giro lungo Orchard Road, tra i centri commerciali, da vedere anche solo per le strutture, la Singapore Flyer (la ruota panoramica), il quartiere cinese. In tre giorni si riesce a vedere molto, noi ci abbiamo fatto stare tutti i quartieri etnici, Orchard Road, il porto tutte le sere, Singapore Flyers, tre musei, lo zoo e la fiera dell'elettronica. E' sicuramente una buona idea munirsi di abbonamento turistico ai mezzi di trasporto, perche' la citta' e' tutt'altro che piccola.

Per quanto riguarda i centri commerciali, siamo finiti ad un certo punto in uno dove si disputava una finale di una qualche gara di videogames.
La cosa interessante era che oltre alle solite postazioni per giocatori, c'era anche un palco con un maxischermo su cui passavano le immagini del videogioco in corso. Un cronista con il microfono raccontava istante per istante, alla gente seduta in platea di fronte, come si svolgeva la gara, con un discreto pathos nella voce: insomma, un po' come ad una partita di calcio... Usciamo da questo centro ed entriamo in un altro, dove invece c'era una specie di mostra sulla Barbie, con tanto di Fiat Cinquecento personalizzata.

L'esperienza piu' interessante resta la fiera dell'elettronica, dove su tre piani di un centro convegni, dentro un centro commerciale, si sono accalcati per tre giorni migliaia di persone. Daltronde, come poteva essere la fiera dell'elettronica in un paese di quasi 5 milioni di tecnomaniaci?

Confesso che sono stata messa a dura prova: la calca, le migliaia di cose da vedere, i battitori d'asta (si', c'erano pure questi), i passaggi angusti tra gli stand, dove convivevano tutte le grandi marche e piccoli rivenditori di cloni cinesi...

Dal punto di vista tecnologico, a parte qualche anteprima, si trova quel che ormai arriva anche in Italia. Anche sui prezzi non c'e' molta differenza nei negozi (ma alla fiera si', per via delle offerte speciali). Non e' decisamente piu' come una volta: internet ha cambiato molto...
La gente spuntava ovunque con scatolini, scatoloni e scatolette, talvolta coraggiosamente in fila per qualche decina di metri per guadagnare un'offerta: e' qualcosa che rende l'idea solo se la vedi dal vivo.
Attenzione: la distribuzione dei convenuti era piuttosto equa tra uomini e donne, che forse, tra tutto cio' che ho visto e' in assoluto la cosa piu' insolita (mai stati ad una fiera dell'elettronica in Italia, per es. Forli'? se si', quante ragazze avete visto? ne avete viste? Ecco, appunto...)

Anche lo zoo vale il giro, perche' si possono osservare molti animali in ambienti naturali ricostituiti (con spazi non cosi' ampi come descrivono ma comunque non ci sono praticamente gabbie, se non in rari casi particolari, per es. i serpenti).

I pezzi forte sono la tigre del Bengala (due bei esemplari bianchi), l'ippopotamo pigmeo, le scimmie (ce n'e' per tutti i gusti), il varano di Komodo. Ovviamente non mancano i grandi felini ed erbivori, ma quelli si vedono un po' ovunque. Ci sono persino due orsi polari, che hanno a loro disposizione delle grotte con condizionatore (non deve essere vita facile con quel caldo per un orso polare...).

Lasciamo Singapore e la Malesia per un lungo volo per l'Italia, dove subiremo un ulteriore shock culturale non appena arrivati a Fiumicino in aeroporto. Dalla precisione singaporiana all'arrabattamento italiano, dove a parte lo spirito d'iniziativa individuale, su cui si basa tutto, abbiamo visto solo gran confusione. Come funzioni nonostante cio', e' un mistero.