domenica 29 luglio 2007

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Dal sito Slideshare.



commento a caldo: incasellare è un'inguaribile mania umana, mascherata da strumento di lavoro...

giovedì 26 luglio 2007

Next: iperboli biotech

ho terminato di leggere Next, l'ultimo di Crichton, un pò a fatica per il poco tempo: non ideale per un libro che va letto di corsa, pieno di storie, di generi diversi, di incroci e di messaggi tutt'altro che subliminali sul pensiero dell'autore. Il libro, come sempre quelli di Crichton, si sarebbe letto tutto d'un fiato.
Interessante la ricostruzione, un pò catastrofica devo dire, di un futuro in cui le biotech cambiano il rapporto della persona con il sè, si sfilano i concetti di specie, della concetto di proprietà del proprio corpo e delle parti che lo compongono, il dilemma del bene proprio e quello comune, il confine tra il bene comune e l'interesse economico, il dramma di una situazione legislativa non pronta ad accogliere questo cambiamento rapido di visione (e di opportunità e mondi possibili), un mondo profondamente diverso in cui è necessario un cambiamento importante dei rapporti sociali. E sullo sfondo, la natura umana, dai pensieri deboli.
eccessivo da immaginare per il prossimo futuro (ogni tanto la fantascienza sfiora l'impossibile in senso stretto, alla Jurassic park), sicuramente interessante per gli scenari che dipinge, non tanto per il loro aspetto catastrofico (come riportato da molti), ma per l'attenzione a dipingere situazioni anomale, ma in cui tutto trova alla fine una sua connotazione ben identificata. Come a dire che alla tecnologia ci si adegua (istinto di sopravvivenza? adattamento? bilanciamento tra necessità e dovere?), il messaggio di fondo che ho colto - nel bene e nel male - è questo. Mentre, assolutamente diverso è un secondo messaggio che si coglie è che evolve la tecnologia, ma la società umana non risolve assolutamente i proprio problemi interni.
Per farla breve, una storia classica, con il punto di vista sempre del singolo contro il mondo, homo homini lupus...
Utile per dibattere, per esemplificare (ci sono delle buone idee a mio avviso), come romanzo buono per l'ombrellone.

lunedì 23 luglio 2007

togliersi qualche sfizio...

a volte la rete serve anche a questo, a sfogare turpi desideri. Un esempio? mettere un uovo intero nel microonde e vedere l'effetto che fa. Potresti farlo sul serio, il rischio di buttare via il microonde è basso, ma poi devi pulire tutto e non puoi provare con le mentine, con i pastelli, con i pomodori...
Sperimentazioni senza rischio in corso: forse non c'è tanto gusto, ma divertente pensare a chi si è messo lì a realizzarlo...

sabato 21 luglio 2007

torino deserta

a
ho deciso di fare quattro passi a Torino, o per lo meno, nel suo simulacro virtuale su Second Life. Sarà il caldo, sarà l'orario ma era alquanto deserta... tutto sommato, potrei dire anche carina, con la sua piazza Castello con le fontane, il maxischermo davanti a Palazzo Reale, le colline in lontananza dietro la Mole. Fa un pò effetto l'assenza dei negozi sotto i portici, la mancanza della gente in una piazza sempre piena (da quando non ci passano più i tram - per chi se lo ricorda, non poi così tanti anni fa...), e il "mare" oltre la Torino che non è ancora stata costruita. In compenso non manca l'orribile torrione (potevano graziarci almeno quello... ho come l'impressione che in molti avremmo fatto finta di non notare la mancanza...)-
Ho incontrato un solo visitatore, non italiano, ha fatto quattro passi e poi è volato via.
Under construction, sia via Roma che via Po. Si intravvede la bellissima cupola del Duomo (nessun segno di bruciacchiatura, ovviamente), se tenti di andare ai giardini reali... beh, vedi del verde ma sbatti il muso contro il muro.
Però puoi fare una passeggiatina sui balconi reali che danno sulla piazza.
Impegnativo aver scelto di partire proprio da piazza castello, aspettando il salotto di piazza san carlo, mi chiedo semmai un giorno aprirà i battenti anche il teatro Regio (per ora non c'è ancora il portone), con uno spettacolo lirico in mondovisione.

nel bene e nel male, comunque fa effetto.

mercoledì 18 luglio 2007

tre, dico tre settimane!

sgomento. oggi ho scoperto che sono tre settimane che non torno sul mio blog. com'è possibile? non ne ho idea, un pò il trasloco, un pò l'estate, un pò che non avevo internet a casa, un pò chissà, mi sono presa anche una bella romanzina da parte di un paio di amici. Giusto, servono anche a questo: a farti sapere che poi, alla fine, qualcuno che ti legge capita sempre. Gulp, logico, voluto, certo, ma inquietante.
ad ogni modo, da oggi ritorno, seriamente: tante cose stanno succedendo e non passano inosservate, ma ancora di più ne succedono di interessanti che passano inosservate.
Un pò come le radici del baobab - che non sono mica da ridere - tante le vedi, ma quelle che non vedi sono di più e più importanti. vabbè, non si è capito niente. pazienza. mica è necessario capire tutto...

lunedì 25 giugno 2007

identità collettive

Il tema dell'identità collettiva mi affascina sempre molto, se da una parte si associa a discorsi di steoreotipizzazione in altri casi invece è voluta, per la sua funzione di evocare la moltitudine, la forza di una massa, o per appiattire le realtà, per rimuovere il volto alle persone.
ma sul web, tutto come al solito prende una forma inconsueta, oppure semplicemente amplificata in alcuni suoi dettagli.
Così mi capita di riflettere sul discorso degli innumerevoli log in che effettuo al giorno, sui siti più vari, per accedere a contenuti, per scaricare materiali, per far parte di community... Esisto quindi con innumerevoli nick name diversi in tanti luoghi su internet, componentdo un pezzettino di un database, da cui qualcuno ricaveerà qualche interessante informazione, sommando il mio dato a quello di molti altri, a creando quindi un'' identità collettiva degli utenti del sito o del servizio.

Il grande fratello alla vecchia maniera, non quello che da un insieme di soggetti anonimi ne tira fuori uno che diventerà famoso, ma quello che da un insieme di persone anonime ne tira fuori una unica anonima e generica e, in qualche modo, rappresentativa.

Ma questi sistemi sono veramente così efficaci? quali dasti si possono ricavare? Tanti, ma chi ne intende far uso in siti generici dovrà sicurament e tenere conto del fatto che su internet spesso e volentieri non si condivide solo lo spazio web, ma anche le identità.
Uno per tutto segnalo un progetto curioso: BugMeNot - Bypass the compulsory registration

Per chi sceglie di confondere le acque, una banca dati di username e password per diversi siti (che si può implementare). In realtà la cosa è più complessa, perchè prende in considerazione alcuni strumenti da spammisti e hackeristi, per usi casarecci. Però di fatto, vuol dire che per certi database è possibile trovare utenti con.... personalità multiple o identità colllettive, come si preferisce...

lunedì 28 maggio 2007

Arte plurale

Non potevo mancare questa segnalazione: tavola rotonda "Singolare e plurale", il progetto di un'arte condivisa e sensibile, a cura di Tea Taramino. Uno dei pochi luoghi sinceri dove questi concetti trovano una forma concreta. Dove: Teatro Nuovo, c.so Massimo D'Azeglio, 7 Torino. Quando: 31 maggio 2007, 18-20.
Nell'invito Tea mi segnala questo link, che credo vada la pena di condividere (le prime immagini della mostra): http://picasaweb.google.it/fulviocolangelo

Chi:
Giovanni Cordero critico d’arte, Funzionario Direttivo della Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico del Piemonte per l’Arte Contemporanea, per il Ministero dei Beni Culturali
Guido Curto critico d’arte, Direttore dell’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino
Francesco De Biase Dirigente del Settore Arti Visive della Divisione Servizi Culturali del Comune di Torino
Piero Gilardi artista, ideatore del Parco d’Arte Vivente di Torino
Massimo Melotti critico d’arte, docente presso l’Accademia delle Belle Arti di Torino e Scienza delle Comunicazioni dell’Università di Torino
Valeria Minucciani docente di principi di allestimento e museografia, Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino
Angelo Mistrangelo critico d’arte, giornalista de La Stampa
Ivana Mulaterocritico d’arte, curatrice dell’Art Program del Parco d’Arte Vivente di Torino

Volta la rana, la rana di Volta: c'era una volta un maniFESTo

Volta la rana, la rana di Volta. Uno stupido gioco di parole, per introdurre un argomento che di parole ne richiederebbe tante e nessuna, poiché si parla di fatti e i fatti parlano da se.
Ma facciamo un passo indietro. Un gruppo di anfibi, con gambe, braccia e talvolta persino occhiali, metamorfici e talvolta anche un pò bislacchi, da animali di laboratorio la metamorfosi li ha trasformati invece che in rane, in una figura ancora più ibrida, comunicatori della scienza e scienziati con balzane idee. Nel mentre un risveglio (o una visione? chi mai potrà dire se certe idee nascono nel sonno o nella veglia... come minimo almeno un pò bisogna aver bevuto - e non l'acqua dello stagno, o forse sì... boh, bisognerebbe provare ma lascio fare....): la scienza è un bene comune, ma la scienza è improvvisamente distante da tutti nei suoi processi e nei suoi fini (anche dagli scienziati: biologi che guardano con sospetto i fisici, fisici che guardano con sospetto i biotecnologi, tutti che guardano con molto sospetto i chimici). Ora basta, è il caso di saltare addosso al problema e districarlo. E così si riuniscono, gracchiano un pò, e poi scribacchiano un manifesto che è un punto di inizio (un punto d'inizio alquanto impegnativo). Alcune parole - parole forti - per ritrovarsi e partire con i fatti. Presentato a FEST, ora è un punto d'inizio da cui non si può più prescindere. Forse ho scritto troppe parole.
Essia, qui il manifesto, con le adesioni raccolte finora. A presto con gli aggiornamenti.

MANIFESTO
Siamo un gruppo di ricercatori e comunicatori della scienza che unisce alla pratica quotidiana del proprio lavoro un’attenta riflessione teorica sulle implicazioni economiche e culturali e sulle politiche di gestione dello sviluppo scientifico e tecnologico, nella convinzione che i rapporti tra scienza e società siano oggi un elemento cruciale per interpretare il mondo in cui viviamo. Invochiamo il pieno riconoscimento delle esperienze e delle competenze maturate sul campo nell’ambito della comunicazione della scienza e degli studi sui rapporti fra scienza e società, che riteniamo essere parte integrante e necessaria per la formazione professionale dei comunicatori e dei ricercatori.
Sosteniamo il valore sociale, etico e politico delle pratiche partecipative ai processi decisionali che indirizzano lo sviluppo della scienza e della tecnologia. Siamo convinti che il rapporto tra scienza e società sia fertile solo con l’inclusione di tutti i saperi, siano essi esperti o profani. Per questo riteniamo necessaria la libera circolazione delle conoscenze e la loro riappropriazione da parte di ogni possibile fruitore.
Intendiamo favorire la creazione di un’alleanza, basata sul reciproco riconoscimento, fra scienziati e cittadini, per impedire che le scelte rilevanti sullo sviluppo della scienza e della tecnologia siano lasciate alla sola ragione economica o all’autoreferenzialità della classe politica e accademica. Perché ciò sia possibile, riteniamo necessaria la creazione di iniziative e luoghi dedicati a facilitare il dialogo tra scienziati e cittadini, sostenuti da investimenti pubblici: non si può affidare al solo privato un ruolo fondamentale di garanzia democratica.
Osteggiamo il ricorso sistematico a forme decisionali elitarie o monolitiche che soffocano la partecipazione dei cittadini; la privatizzazione del sapere, che ostacola la produzione di nuove conoscenze e il loro libero accesso; ogni forma di precarietà, che mortifica le professionalità e limita il confronto fra le diverse anime della società che producono, finanziano e comunicano la ricerca scientifica.
Chiediamo dunque che sia riconosciuto e valorizzato il ruolo di quelle nuove figure professionali “anfibie”, provenienti dal mondo della comunicazione e della ricerca, che attraverso il loro operato quotidiano, favorendo l’apertura di nuovi canali di dialogo fra scienza e società, sono chiamate a porre le basi di una cittadinanza scientifica su cui possa sorgere una società della conoscenza che noi vogliamo equa, aperta e democratica.

Hanno aderito ad oggi
Angelo Adamo, Luigi Amodio, Alice Andreoli, Marta Annunziata, Silvana Barbacci, Luca Tancredi Barone, Andrea Bernagozzi, Michela Bertolani, Claudia Bianchi, Giulia Bianconi, Denis Bilotta, Nunzia Bonifati, Massimiliano Borgogna, Luca Borsato, Vojko Bratina, Giancarlo Brunelli, Annalisa Bugini, Andrea Capocci, Mauro Capocci, Luca Caridà, Laura Casiraghi, Yurij Castelfranchi, Paola Catapano, Chiara Ceci, Luciano Celi, Danilo Cinti, Chiara Cipollina, Daniela Cipolloni, Stefania Coluccia, Tullia Costa, Adalberto Costessi, Sabrina Dardano, Cristina D’Addato, Marika De Acetis, Francesco Paolo de Ceglia, Giulia de Martini, Valeria delle Cave, Riccarda d’Onofrio, Alessandro Delfanti, Flora Di Martino, Martha Fabbri, Michele Fabbri, Enrica Favaro, Emiliano Feresin, Elisa Frisaldi, Maria Teresa Gallo, Licia Gambarelli, Daniele Gouthier, Pietro Greco, Elena Guerra, Francesca Iannelli, Elena Joli, Sebastania Lai, Simona Lambertini, Leonardo Lauciello, Lisa Lazzarato, Francesco Lescai, Davide Ludovisi, Simone Maccaferri, Francesca Magni, Andrea Mameli, Manuela Mantelli, Roberto Manzocco, Federica Manzoli, Valeria Mapelli, Raffaella Marconi, Angelo Mastroianni, Beatrice Mautino, Matteo Merzagora, Tiziana Moriconi, Valentina Murelli, Vincenzo Napolano, Nicola Nosengo, Demis Paolucci, Gianfilippo Parenti, Maurizio Pellegrino, Ilenia Picardi, Massimo Pietroni, Rosaria Piga, Nico Pitrelli, Angelo Poma, Matteo Pompili, Ignazio Porceddu, Gianluca Presta, Luca Pretti, Donato Ramani, Simona Regina, Francesca Riccioni, Walter Riva, Doriana Rodino, Francesca Rosati, Andrea Salemme, Stefano Sandrelli, Mauro Scanu, Tommaso Scarpa, Luca Sciortino, Luca Simeone, Angela Simone, Marina Semiglia, Fabrizio Soddu, Davide Staffetta, Giancarlo Sturloni, Antonella Testa, Elisabetta Tola, Andrea Vico, Sabina Viezzoli, Erica Villa, Laura Viviani, Alessandro Zampieri, Silvano Zipoli Caiani

sabato 19 maggio 2007

Art Biotech


Nei giorni scorsi è uscito Art Biotech, a cura di Jens Hauser, giovanissimo critico d'arte e curatore di mostre molto attento (e affascinato, come si evince dopo poche parole scambiate con lui) a questo tipo di filone artistico. Il libro tratta di conigli verdi, di introspezioni molecolari e di tutto ciò che l'arte biotech ci ha proposto, per riflettere e per estendere i nostri pensieri, in questi anni (anche alcune cose a dir poco discutibili, ma stiamo parlando di arte, potrebbe essere inevitabile?). Con una profonda distinzione di fondo: tra ciò che è arte biotech e ciò che si finge ma non lo è. Lo è se è sperimentale, concreta, vissuta, modificatoria; non lo è se simulata, mediata, descritta. E' interessante questo dialogo, che riporta alla luce temi molto cari a tanti filoni di questo periodo, che delineano un quadro culturale interessante, dove ciò che è innovativo è necessariamente partecipativo. Rivoluzionario quanto la scoperta dell'acqua calda! ma serve, serve, serve...

L'introduzione è di Pier Luigi Capucci e di Franco Torriani
Riporto qui i titoli, che danno un'idea molto chiara degli argomenti trattati:

Jens Hauser- La biotecnologia nell'arte – Incubo dei tassonomi
Vilhelm Flusser - Cani Blu
Jens Hauser - Geni, ingegneria, disagi
Oron Catts, Jonah Zurr, Guy Ben-Ary - Che cosa/Chi sono gli esseri semi-viventi creati da Tissue Culture & Art
Eduardo Kac - Trasformazioni del vivente – mutazione dell’arte
George Gessert - Note sull’arte della selezione vegetale
Marion Laval-Jeantet di Art Orienté objet - -Le colture di pelle degli artisti
Joe Davies - L’origine del mondo
Marta de Menezes - Il laboratorio come atelier dell’artista
Chrissy Conant - Il Caviale di Chrissy®
Brandon Ballengee - Recupero di una specie attraverso un’evoluzione genetica non lineare
Adam Zaretsky, Julia Reodica -Workhorse Zoo
Polona Tratnik - 37° C – Dall’interno di un essere umano alla sottile linea della vita appesa a un filo
Jun Takita - Bioluminescenze
Yves Michaud - Arti e biotecnologie
Richard Hoppe-Sailer - Organismi/Arte – Le radici storiche dell’arte biotecnologica

giovedì 10 maggio 2007

scusi, dov'è Frittole?

trovo affascinanti le cartine, i mappamondi, le mappe stradali, forse perché mi piace viaggiare o forse perché mi affascina immaginare quante persone, quanta vita diversa, quante situazioni sono occorse nel passare del tempo in uno stesso punto, geograficamente ben definito e costante, con buona tolleranza, da sempre per quel che riguarda la presenza dell'uomo sulla terra, che invece è cambiato profondamente sotto molti aspetti, portandosi con se l'eredità dei posti in cui ha vissuto, nel proprio DNA e nella propria cultura, ereditaria anch'essa.
Ma le cartine oltre ad affascinare le persone, pare abbiano anche una funzione: così sul web spopolano le applicazioni più incredibili, spesso collegate al colosso google map. Su Flikr puoi indicare il punto preciso sulla mappa dove hai scattato una foto (ma... preciso preciso!!!!), con pochi click puoi, oltre a calcolare il percorso, visualizzare palazzi, strade come appaiono dall'alto (sistema mooolto utile, soprattutto per persone come me che quando camminano e dovrebbero "contare" le vie non lo fanno, e senza punti di riferimento, sono perse). Purtroppo non riesco più a trovarla, ma ero incappata qualche giorno fa in un sistema di navigazione su ripresa dall'alto, in un sistema gigantesco in touchscreen. Praticamente, ingrandisci qui e la, e alla fine ti ritrovi dentro la via in cui sei... un pò impressiona, per quanto sembri banale, forse è meglio provare.
Al di là di queste manie osservative mie, ho trovato in rete diversi link curiosi, per trovare i pub in una determinata zona che praticano l'after hour (Happy Hour: mappyhour.nerl.net), per leggere i titoli delle notizie delle riviste locali facendo un clic su un punto di interesse sulla mappa (Newsmap: muti.co.za/static/newsmap.html) e così via (non voglio togliere il gusto alla ricerca che può essere davvero infinita...).
Questo rivoluziona un pò il mio modo di vedere le mappe, invece di farmi sovvenire concetti di continuità nel tempo, di storia, mi fa venire in mente la rapidità del mondo in cui viviamo, legato a piccoli fatti e piccole necessità di informazione specifica e ...mappata. La tecnica è vecchia, è un pò quella dei nostri antichissimi (ormai) Tuttocittà, ma le potenzialità sono così tante, che la differenza è molto più che consistente!

lunedì 30 aprile 2007

imagination

"Imagination. Show me your imagination instead." per qualche minuto di evasione (muovere il mouse quando compare la scritta), un altro sito in cui il clic è superfluo (anche se fa qualcosa, ma poco rilevante e divertente).

venerdì 20 aprile 2007

Pelouses e Changer d'Ere

Parigi val bene una sosta, anche se il termine non è del tutto appropriato: a Parigi più che sostare... si cammina. Tutto poi per sfruttare i primi "pelouses" a tiro e magari comporre una parte del paesaggio per chi guarda dall'alto della Torre Eiffel (un pò arrugginita - per molti versi - ma sempre interessante con tutti quegli ingranaggi a vista).
Ovviamente non mancano i "calins gratuits", davanti a Notre Dames: a quanto pare l'epidemia dell'abbraccio gratuito continua a propagarsi. Non tutte le manie vengono per nuocere...

Per il resto: quadri, monumenti, quadri, monumenti, quadri, monumenti (monumentali, ovviamente), quadri, monumenti, sculture, quadri, quadri, quadri, monumenti e... torte al cioccolato e fantastico té (a proposito... dove sono finite le sale da tè italiane????). E ovviamente turisti, soprattutto di quella forma che si dispone in lunghe code davanti agli ingressi degli edifici.

Un salto a La Villette, alla Cité des Sciences, per un pò di sana scienza. E devo dire che le mostre temporanee valgono il giro, speriamo che arrivino anche da noi. Interessante quella sulle nanotecnologie (a cui si deve questo filmato sulla ninfea che con le sue nanostrutture di superficie repelle l'acqua), anche se molto didascalica.


Peccato esserci arrivata ormai stremata e bisognosa di pelouses, perché la mostra Chager d'Ere era molto interessante (anche se ho visto tirar fuori qualche idea vecchia già abbandonata per infattibilità - ma magari chissà che ora non sia più infattibile...): ogni visitatore un eco-pass, utilizzato per rispondere a domande sui consumi e sullo sviluppo ecosostenibile, con tanto di calcolo della propria impronta biologica (qualcosa si può vedere anche dal sito - di cui c'è anche la versione inglese, si vede poco ma in alto a destra c'è la bandierina che permette di cambiare la lingua) e la possibilità di lasciare i propri messaggi sul tema in una banca dati digitale proiettata nella mostra e accessibile dal sito.

Dimenticavo: ovviamente non potevano mancare i baobab (quando meno te l'aspetti...).

lunedì 2 aprile 2007

viviamo in tempi esponenziali...

questa volta invece che in YouTube sono andata a pesca in Glumbert, e ho trovato questo filmato "visionario" che dice più o meno quello che si sa già, cioè che i tempi cambiano rapidamente, che i "numeri" dell'oriente hanno un importante ruolo in questo rapido processo rivoluzionario, che la tecnologia della comunicazione è pervasiva ma che siamo solo all'inizio e che... oggi l'università prepara milioni di studenti per professioni che potrebbero non esistere più fra dieci anni. Ha importanza? Secondo me no. (ehm... tra l'altro ci sarebbe da riflettere sull'affermazione che l'università prepara milioni di studenti per professioni)

venerdì 30 marzo 2007

Invito alla scienza, con delitto!

si è conclusa la tre giorni di "invito alla scienza, con delitto!", è stata un'esperienza davvero molto interessante, partecipata a tutti i livelli.
Nata nella mente di più persone che l'hanno condivisa, è stata costruita come lavoro collaborativo (chi più, chi meno, l'impronta c'è di tutti e si vede), un bell'esperimento anche solo per questo motivo. Serate passate mangiando ad orari improbabili, perché la riunione era prima di cena, cioè alle sei, però poi proseguiva dopo cena, senza aver fatto cena ovviamente... Al di là dei piccoli inconvenienti, dopo un mese e mezzo di lavoro, nei tempi ritagliati qui e là alla fine eravamo pronti (ehm, quasi pronti), per la prima.
Un mix di teatro partecipato e di attività sperimentale: i partecipanti arrivano sul luogo del misfatto, analizzano la scena del delitto, decidono quali prove analizzare, intervistano i sospettati, fanno congiutture, analizzano le prove sperimentali ottenute con tecniche di analisi di laboratorio (DNA, NMR, analisi microscopiche) lavorano a gruppi (nella maggior parte dei casi senza essersi mai visti prima) e in tre ore tutte le squadre arrivano a formulare un'ipotesi, che verificano con il controinterrogatorio finale (talvolta azzeccandoci).
I questionari di gradimento dicono che questa esperienza condivisa è stata vissuta con grande interesse, confermando l'aria di complicità e di trasporto emotivo e divertimento che si misurava nell'aria al termine della serata.
E il bello è che non si è divertito solo il pubblico...

La seconda sera ci apprestavamo a ripetere il tutto, introducendo le migliorie suggeriteci dall'esperienza (e talvolta direttamente dal pubblico - della serie siamo tutti autori, ormai l'evento ha veramente molte mamme e molti papà...), quando l'incredibile si è mostrato davanti a noi.
Di fronte al centro della performance squadre di polizia, macchine lampeggianti, nastri bianchi e rossi ovunque, insegne della polizia, questura...
(....)
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(....)
Solo a noi poteva succedere.
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(....)
Nel posto dove abbiamo deciso di ambientare il nostro cluedo interattivo, nello stesso giorno, stavano girando un poliziesco. Proprio così. Stavano girando un telefilm, Zodiac si chiama, uscirà a settembre e temo che in una puntata si potrebbero vedere le ombre di alcuni detective (o meglio biotective...) non convenzionali...

E la terza sera? La terza sera ovviamente il top. Nonostante il panico per il fatto che si sono presentate almeno 15 persone in più del previsto (e il tetto massimo era trenta...). Ma nessuno resta fuori, con che coraggio la tieni la curiosità? e così è andata, ed è andata bene.

Anyway, grazie Marta, Bea, Enrica, Enzo, Stany, Marco, Elisa e anche Mauro e Stefano. E grazie a chi è venuto e si è prestato al gioco, divertendosi.

mercoledì 21 marzo 2007

...intervallo...

sabato si è chiuso (per modo di dire, visto che il post di oggi recita "the discussion continues") il simposio online VisualCulture and Bioscience, ci sono parecchie cose interessanti da segnalare, peccato non avere avuto ancora il tempo di farlo (e la cosa mi dispiace non poco). Intanto, Torino è diventata Capitale della Scienza per il 2010 (convegno ESOF - EuroScienceOpenForum) e io ho curiosato negli studi RAI di Roma ed è stato parecchio divertente...
peccato non avere quei piccoli due minuti per scriverne.. la cosa mi indispettisce, ma mi tocca aspettarli (i minuti che mancano, sempre che arrivino).
dove sarà finito quel baobab sotto cui riposare e meditare?

martedì 13 marzo 2007

piccola ma complessa

Rappresenta solo una minima parte di quello che succede nelle cellule, e una minima parte delle molecole che le compongono, ma lo fa in modo straordinario e sorprendente, anche per chi queste cose le ha lette e rilette sui libri e sulle riviste scientifiche. E magari dopo aver visto questo filmato, si rende conto che forse non aveva mica capito...

venerdì 9 marzo 2007

non cliccare quel tastino...


Quanto siamo clic-dipendenti? Quanto è forte il riflesso-Pavlov del clic? Se lo sono chiesti quelli di dontclick.it (institute for interactive research), con il loro mondo "button-free", un portale dove si può navigare liberamente attraverso i numerosi (e provocatori...) contenuti, rigorosamente senza fare nemmeno un clic.
Sì, perchè il clic, come spiegano gli autori, non è indispensabile alla navigazione, ma i tranelli posti in ogni angolo del sito mettono a dura prova il visitatore e i suoi riflessi "condizionati"... Almeno, per me lo è stato. Ad oggi, hanno visitato il sito in 1771532, per un totale di 1027624 clic (un clic ogni ehm... 1,7 visitatore). Gli autori dei clic "confessano" che il loro clic è stato accidentale per 280292 volte e intenzionale per 317693.
Una visita val la pena farla, per quanto, direi, inquietante... E se i contenuti normali non inducono più che tanto in tentazione, provare con gli esperimenti e i videogames...

(se per caso alla fine la cosa avesse disturbato il sonno, fare clic qui per un aiutino...)

cicatrici

ecco come le cellule rimediano alle cicatrici... facile, no?

martedì 27 febbraio 2007

perché le giraffe hanno il collo lungo?

Questo dilemma è ben lungi dall'essere risolto.
Ebbene, secondo molti ricercatori, il collo della giraffa è così lungo perché... non erano sole nella savana. In pratica, solo le giraffe con il collo lungo riuscivano a brucare e a nutrirsi, perché potevano accedere a risorse non raggiungibili da altri abitanti "ungulati" più attivi e voraci che si nutrivano al ...piano terra.
I ricercatori sono tutt'ora alla ricerca di prove sperimentali per questa teoria, ed oggi curiosamente sono incappata proprio su una ricerca pubblicata a gennaio sulla modalità di alimentazione di alcune giraffe sudafricane che, secondo, gli autori rinforzerebbe questa teoria.

L'enigma in pratica resta, ma nel frattempo ci si può chiedere cosa succede quando una gru incontra una giraffa... e non c'è nemmeno un baobab in circolazione.

sabato 24 febbraio 2007

we are the web

questo video, un fortuito e piacevole incontro di questa giornata: dal web strutturale, al web semantico, dalla macchina alle relazioni. 5 minuti ben spesi per questo filmato.
"Ci stiamo svegliando e ci stiamo linkando", per dirla alla Cluetrain.
Il web 2.0, visto da Michael Wesch.

giovedì 22 febbraio 2007

non aprire quella porta...

...potresti inciampare. StumbleUpon, pericolosissimo, altro che virus informatico. Sai quando entri ma non sai se ne esci...
un piccolo spunto musicale, un concerto a cui mi ha condotto la comunità degli inciampatori (circa 1,6 milioni di persone... dei bei tonfi, insomma!)

il problema di fondo è che tutto sembra fatto a tua misura, ma un pò meglio. Un dramma.

mercoledì 21 febbraio 2007

dove convivono maschile e femminile, passato e futuro, serietà e ironia, stabilità e movimento, razionalità e fantasia, dovere e piacere

la società dell'immagine reclama! il nuovo logo dell'Italia presentato or ora dal Governo.

a prima vista non mi dispiace, ma voglio vedere come si abbina alle cose ;O)
di certo non è un logo che non farà parlare di sè...

(il titolo del post: è la descrizione del logo tratta dal sito del Governo... su questa frase ci si potrebbe scrivere un trattato, ma quel che mi incuriosisce è isolarne appena un pezzo "convivono maschile e femminile" - ma DICO???)

martedì 20 febbraio 2007

non sono ravioli sono cellule

e le cellule si muovono, se si lascia loro lo spazio per farlo.

giovedì 15 febbraio 2007

Domani m'illumino di meno!

domani è la giornata del risparmio energetico: un'idea dei Caterpillar giunta al terzo anno, che si è propagata come un'epidemia, hanno aderito scuole, comuni, regioni, enti internazionali, l'ONU, fastfood, testate giornalistiche,...
che dire... aderisco, ovviamente.

(se proprio proprio non si può vivere senza, l'inno a questo link)

martedì 13 febbraio 2007

non è più il Golfo Persico dei cormorani nel petrolio

Sono rimasta colpita dalle immagini dell'Enviromental Art in Persian Gulf, che si è tenuto nel Golfo Persico (ovviamente), dall1-5 gennaio e di cui ora sono disponibili diverse immagini online.

Foto che ritraggono alcune opere d'arte create da diversi artisti (nel senso che ad ogni opera d'arte hanno contribuito più persone) e che, oltre ad una percezione e suggestione estetica gradevole, nascondono un fondo di ottimismo nel risolvere grazie al potere del ritrovarsi. Risolvere cosa? Il conflitto con il pessimismo acuto. Il tema in questo caso è l'ambiente, ma è anche una pretesa per parlare di cultura di un popolo.

Quest'anno era un esperimento, un workshop di tre giorni, dal prossimo, se tutto va bene, sarà un evento ricorrente annuale.


venerdì 9 febbraio 2007

un metro e mezzo in un millesimo di mm

il genoma umano è composto da 46 filamenti chiamati cromosomi
i 46 cromosomi in fila uno dietro l'altro misurano un metro e mezzo
i 46 cromosomi sono contenuti nelle cellule in uno spazio della dimensione di qualche micrometro (millesimo di millimetro) chiamato nucleo
come fa un filamento di un metro e mezzo a stare in uno spazio un miliardesimo di volte più stretto?
impossibile? no, no, è proprio così.

scienza e diplomazia

secondo una ricerca pubblicata su Science gli scienziati sono, tra gli americani, i più efficaci nella diplomazia.

credo che si commenti da solo...

giovedì 8 febbraio 2007

brain drain

in questi giorni si parla spesso di scandali vari legati alle posizioni universitarie, dev'essere il momento. Certe cose non spuntano dal nulla, ovviamente. La britannica Nature non si perde una battuta e oggi pubblica sul sito online un articolo dedicato al problema del brain drain, la fuga di cervelli.
In pratica, riassume così: il programma di finanziamento per il rientro di cervelli in fuga, stanziato nel 2001, ora dovrebbe concretizzarsi con il passaggio a posizioni fisse all'interno delle università italiane. Ma si levano proteste: "questi cervelli in fuga rientrati saltano la coda passando davanti ai validi ricercatori rimasti in Italia". Termina con un quadro non proprio simpatico di un cervello rientrato, che alcune evidenze sembrano indicare essere in realtà un truffatore. Non entro nel merito di questa storia, ma di certo mi viene un pò di tristezza a pensare che siamo qui a discutere di come risolvere il problema della fuga dei cervelli facendo i rattoppi qui e là (apprezzo la buona volontà, ma di questo si tratta), quando, forse, sarebbe più importante preoccuparsi di rendere competitivi e attraenti i nostri centri di ricerca, cosa che probabilmente non può prescindere dal passaggio ad un sistema basato sulla meritocrazia (ma sul serio...). Che i cervelli fuggano pure, se per 100 (validi) che partono di italiani, 100 (validi) arrivano di stranieri. Purché sia per scelta e non per disperazione.

martedì 6 febbraio 2007

fusa come un gatto

Si appresta alla finestra, guarda fuori, non c'è nulla. No, c'è la nebbia. C'è sempre la nebbia, soprattutto se in casa ci sono 30°C, fuori 5°C e sul fornello l'acqua della pasta borbotta da mezz'ora nell'inutile attesa della pasta.
Allora, forse non è nebbia.
No, decisamente non è nebbia: con la nebbia non puoi decorare il vetro con un baobab.

giovedì 1 febbraio 2007

coming soon (5-13 marzo): simposio online arte e scienza

Riporto dal forum Yasmin questa segnalazione che mi sembra interessante, poco pubblicizzata: dal 5 al 13 marzo si terrà un simposio sulla visual culture e le bioscienze. Cosa c'è di speciale? Intanto è online, e tutti hanno libero accesso (purtroppo solo in "visione" - enorme pecca del progetto... uno spazio bacheca per i visitatori sarebbe stato interessante aprirlo - ma si possono inviare domande per posta). Discuteranno dell'importanza del rapporto tra arte visiva e bioscienze, facendo il punto della situazione, un panel di relatori afferenti a diverse discipline: artisti, ovviamente, scienziati, storici, eticisti, curatori di mostre, sociologi e scrittori.
L'evento è già circondato da ogni sorta di metadiscussione in merito, per quanto mi riguarda credo che la curiosità mi spingerà a sbirciare. E speriamo di leggere qualche idea innovativa...
dimenticavo: dove: qui: virtual symposium
curiosità: per chiedere informazioni, un email e... un numero di telefono. un po' è curioso.