martedì 5 febbraio 2008

addittictivi per tutti

Rieccomi qui, di nuovo alle prese con una nuova installazione di Mozilla Firefox, tra cambi PC/MC/PC/PC/PC, crash, sperimentazioni varie, quest'anno neanche le conto più. Ora, siccome non mi accontetavo del mostro ibrido Mac/PC (un bel voto a Parallel), perché non aggiungere anche Kubuntu per par condicio? (che peraltro è niente male e veramente facile da usare -ehm una volta installato, cosa che per fortuna non ho dovuto fare io...).
Torniamo a noi. E via un'altra volta da capo con Firefox. E qual è il problema? ci van cinque minuti a scaricare e installare Firefox. Bravo tu: e tutte le mia estensioni preferite? (e relative password-che-chissà-quale-era-perché-non-mi-decido-ad-usarne-una-sola-fff) Eppoi eppoi, perché già che vai sul sito, non dai un'occhiatina alle novità-che-sarà-quasi-un-mese-che-non-lo-fai? (meno male che non son tante)
Comunque ne vale sempre la pena.
Intanto per scoprire che in testa ai più "popolari" c'è Forecastfox - chi può rinunciare alle previsioni del tempo? Io no di certo. Scarica-setto (SS). Piccolo controllino ai feed reader (ogni tanto son presa dalla voglia di cambiare), ma Wizz Reader (per me impareggiabile) resta quello che mi convince di più (SS e Scarico la lista dal Server , ovvero SSSS- ma non leggo, troppo pericoloso). A seguire, alcuni gadget di cui ormai non si può più far senza: del.iciu.s (SSSS), stumble upon (SSSS - ma neanche un clic finché non finisco - continua ad essere devastante e. nel contempo, spesso l'unica salvezza dall'alienazione da video, se dal video non ti puoi staccare), toolbar con dizionari e traduzioni varie (Word reference-irrinunciabile), Clipmarks per prendere "appunti" dal web ed evitare di salvare link di pagine di cui ti interessa solo una foto in basso a destra (SSSS ovviamente), Zotero (SSSS.... - perché non ci si può accontentare di salvare i propri link con soli tre sistemi... e poi zotero è irrinunciabile), linkedin toolbar, digg.it, last.fm (senza musica non si può stare), facebook, magnolia, fleck (per lasciare post it sulle pagine web) (tutti con SSSS al seguito che per decenza ho smesso di citare).
Preoccupante. Mi è venuto in mente il cliché della ragazza che prepara le valigie per tre giorni di vacanze, portandosi dietro dieci paia di scarpe perché a quelle proprio non si può rinunciare (cosa che peraltro ho constatato sperimentalmente essere vera:usando la valigia quasi più della borsetta, con il passare degli anni ho fatto in modo che la valigia diventasse sempre più vicina ad una borsetta, ma ora come all'inizio, mai che avessi con me il paio di scarpe giuste - solo le vere professioniste ci possono azzeccare su questo fronte...oppure le prendi tutte, che non saranno mai abbastanza, ma almeno non avrai il rimorso di aver lasciato "proprio quelle che ti servivano" a casa).
ad ogni modo, a parte le cose di routine, qualche nuova segnalazione (nuova per me si intende, che non le avevo ancora usate): Cooliris preview (passi sul link e ti fa vedere la preview).
Non provato ma mi sembra interessante: myaboo (link sharing), Snaps shot for firefox, NowPublic-highlight (che non ho capito cos'è ma mi suona interessante), Reminder-fox per ricordarsi date-compleanni-appuntamenti senza usare agende apposite), Picture this (per trasformare in immagini qualsiasi cosa ci interessi su web, da una singola parola a foto più testo),
Ci sto pensando: shareaholic (per avere in un tasto solo tutti i widget dei siti di condivisione più sati), linkchecker (per controllare la validità dei link in una pagina).
...spero che passi almeno un mese prima della prossima volta...

lunedì 28 gennaio 2008

Ognuno ha le reliquie che si merita.

La citazione è di De Chirico, lo spunto viende dal fatto che ieri ad Arte in Fiera a Bologna c'erano anche dei suoi quadri (e non pochi). Ma questo è solo un pretesto per parlare di questo colossale evento, dove forse sarebbe stato meglio dedicarci qualche giorno e non un pomeriggio, che è stato - ad ogni modo - estremamente gratificante. Una bella immersione nell'arte moderna e, soprattutto, contemporanea. Molta fotografia, poca scultura, ancora impera la pittura, un pò di video - zero bioart, un pò di land art (documentata). Molti artisti sconosciuti e grandi nomi, opere scioccanti o delicatamente poetiche. Ne ho viste così tante degne di nota che sarebbe ingiusto citarne qualcuna, per offuscarne altre. Però per chi non ha avuto la fortuna di andarci un bel giro sul sito dell'evento, con numerosi video che documentano e una galleria d'immagini (un pò risicata a dire la verità... ma tant'è! meglio di niente). Ottima l'idea - mai sentita prima in una fiera - di organizzare visite guidate, oltretutto di qualità eccelsa. L'organizzazione è a carico del MAMbo (Museo di Arte Moderna di Bologna) che non ho ancora avuto piacere di visitare ma che inizio a pensare che potrebbe non deludermi. Intanto un giro al sito didattico, messo in piedi con altri sei musei internazionali, vale la pena di farlo: ricco di materiali molto interessanti, filmati, animazioni interattive e persino alcuni software - es. come creare un libro da stampare o come creare un ritratto di un personaggio fantastico.
Peccato che in Italia l'arte contemporanea sia assolutamente sconosciuta, non apprezzata e non sostenuta. e dire che gli artisti non mancano. e dire che poche cose ci appartengano come l'arte contemporanea.
pazienza, accontentiamoci di questi eventi fieristici, che seppur nella loro veste commerciale, permettono ogni tanto una sana indigestione di arte, che talvolta non è male nemmeno gironzolare tra le opere d'arte, senza il condizionamento di un percorso d'arte suggerito nelle mostre (senza nulla togliere a queste, ovviamente!)

ps. ovviamente non mancavano i Baobab... bastava cercarli il giusto, quattro, uno per ogni stagione (!!! - ovviamente una provocazione)

sabato 26 gennaio 2008

a chi interessa la paleografia???

"the huamn mnid deos not raed ervey lteter by istlef, but the wrod as a wlohe. The oredr of the ltteers in the wrod can be in a total mses but you can sitll raed it wouthit any porbelm." l'argomento è un pò di nicchia forse, ma il sito è così ricco di curiosità e attività interattive che alla fine si può scoprire che anche una mostra online sulla paleografia può essere interessante. Al termine della visita guidata anche un gioco interattivo in pieno stile inglese: trascrivi il significato della parola manoscritta oppure una signorina sarà affogata nel fiume.
Davvero un bell'esempio di mostra online (almeno a mio parere), non il solito catalogo che non ti lascia nulla e nemmeno un assemblato di foto malfatte dal quale al massimo si può intuire quanto si possono divertire i visitare, cosa estremamente frequente. E' quasi un corso in elearning sulla materia, senza perdere il fascino e l'interesse di una mostra.
Tutto il sito che ospita la mostra è in realtà degno di nota: si tratta dell'archivio nazionale inglese, composto da oltre 10000 documenti che appartengono alla storia del paese, tutti liberamente consultabili e facilmente accessibiil grazie ad un rapido ed efficace motore di ricerca. Dimenticavo, ci sono capitata ora, ma la mostra risale addirittura al 2006. Aggiungo inoltre che dietro non ci sono tecnologie multimediali mostruose, ma cose normali per il web - anche per quello del 2006 - a cui sono state applicate buon senso, buone idee, creatività e comprensione di quel che può interessare alla gente.
eeeh... (mi fermo qui, non voglio lanciarmi in facili paragoni e sterili polemiche)

ps. nello stesso sito c'è anche un più "futile" e divertente approfondimento su "segreti e spie", dove si può giocare un pò con i codici criptati...

giovedì 24 gennaio 2008

indicizziamo il genoma

Ieri su punto informatico hanno pubblicato questa notizia, che ritengo degna di nota. Non tanto per via del servizio di cui parlano - mandi un campione di tessuto, torna indietro la descrizione del tuo genoma e persino un carteggio su cosa è meglio per te-visto-che-hai-quel-genoma (che peraltro credo abbia la stessa valenza scientifica al momento di una previsione astrologica...) - che non è certo una novità, ci sono tante azienducole in giro per il mondo che lo fanno, con scopi più o meno di lucro/ricerca/etc., ma il fatto che tra i grandi finanziatori del progetto c'è google. già me li vedo indicizzare anche il genome. Cerca la tua anima gemella nel grande database! quella che ha la sequenza xy che denota un certo attaccamento alla famiglia, oppure quello che la sequenza ATCGGCT seguita da ATCGG nel cromosoma 25 etc che va proprio bene per un'avventura estiva.

chissà se arriveranno prima loro ad indicizzare il genoma oppure i consorzi di ricerca "propriamente detti". staremo a vedere, il gioco si fa interessante, forse anche un pelino pericoloso, oppure sarà solo l'ennesimo grande circo. Chi lo sà? si aprano le danze!!!

lunedì 14 gennaio 2008

anche il grande fratello può non essere male...

...se diventa spunto per interessanti parodie. Non di quelle comiche tout-cour, ma di quelle che fanno male mentre sorridi. Nichiliste, violente eppure ironiche. Parlo di due libri. Il primo, letto già un paio di anni fa - Acido Solforico di Amelie Nothomb, narra di un reality immaginario girato in un campo di concentramento, dove, come nel famoso esperimento di simulazione "carcerati e guardie", le persone si sottomettono al loro ruolo, guardie spietate e vittime inconsulte, sotto gli occhi assetati e assuefatti di orrore degli spettatori. Agghiacciante, da leggere. L'altro ieri ho finito di leggere invece il secondo libro sul genere (in parte, perché il filone è quello di... eravamo rinchiusi in un castello...), Cavie di Palahniuk, nichilista, violento, ossessivo (anche nella forma, ripetitiva fino all'infinito), a tratti vistosamente irreale, come le parodie della violenza nei filme di Tarantino, non risparmia niente, nemmeno il sesso, che più dissacrato di così non riesco a immaginarlo, il termine "volgare" proprio non rende. Forse tirato un pò via nel finale, è incredibile come a tentar di raccontarlo sembri banale, mentre leggerla... tutt'altro. Il succo della storia è il ritrovarsi di alcune persone con vite tormentate ad una specie di raduno per scrittori, che è in realtà una trappola che loro stessi contribuiscono a costruirsi, perché non si accontentano di una banale situazione di "sequestro ma con tutti gli agi per tre mesi di modo che possano pensare solo a scrivere", già che sono lì, sono attratti dall'irresistibile tentazione di sfruttare la situazione per diventare incredibilmente famosi... inventandosi lì per lì una specie di reality, con tanto di videocamera con un solo nastro su cui storie sempre più interessanti copriranno le precedenti, scrivendo mentalmente un resoconto edulcorato (in negativo), ovviamente sotto gli unici occhi dei partecipanti...eh, poi ci sarebbero altre cose interessanti da dire, ma si capirebbe troppo della trama. E' ricco di storie, alcune notevoli(altre un pò meno a dir la verità, ma nel complesso vale la pena, fosse anche solo per gli aspetti parossistici in cui rivedere molto della società odierna... e non solo americana come ho letto in molti commenti al libro...).

mercoledì 9 gennaio 2008

a.a.a. offresi pagina bianca per scrivere

lavagna bianca da usare in condivisione nel proprio sito: è semplice, basta aggiungere un codice dal sito http://www.skrbl.com/ (ma non è l'unico). L'idea mi pare molto interessante.

skrbl now

martedì 8 gennaio 2008

azzurri di un azzuro di stoviglia

...non ho resistito, un tuffo nel passato: sono finita per caso sul sito di LiberLiber e ho trovato tutte le poesie di Gozzano. Poesie ne leggo poche, ci vuole tempo, silenzio, pazienza, ma per una volta mi sono voluta soffermare a vedere se ancora mi ricordavo qualcosa che ho letto veramente tanti anni fa, e vedere l'effetto che mi faceva. Ed è lì che è venuto fuori quegli occhi azzurri di un azzurro di stoviglia... con i rumori attutiti di un tempo passato e la malinconia piena di odori e profumi. E così non ho resistito, la poesia è libera da diritti per cui la riporto qui (Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.5), chissà perché mi è sempre piaciuta, forse perché l'ho letta tante volte, o forse perché parlava di luoghi, piante, odori, animali che conoscevo, o forse perché con tutta la sua ironia sembrava vera. O forse non mi è mai piaciuta, ma a distanza di tempo, un pò come la pasta di quando eri piccolo, sembra tutto più melanconicamente desiderabile, con quel sapore di casa... (e questo post basta come tributo alla malinconia per tutto l'anno!).

La signorina Felicita ovvero la Felicità

10 luglio: Santa Felicita.

I.

Signorina Felicita, a quest'ora
scende la sera nel giardino antico
della tua casa. Nel mio cuore amico
scende il ricordo. E ti rivedo ancora,
e Ivrea rivedo e la cerulea Dora
e quel dolce paese che non dico.

Signorina Felicita, è il tuo giorno!
A quest'ora che fai? Tosti il caffè:
e il buon aroma si diffonde intorno?
O cuci i lini e canti e pensi a me,
all'avvocato che non fa ritorno?
E l'avvocato è qui: che pensa a te.

Pensa i bei giorni d'un autunno addietro,
Vill'Amarena a sommo dell'ascesa
coi suoi ciliegi e con la sua Marchesa
dannata, e l'orto dal profumo tetro
di busso e i cocci innumeri di vetro
sulla cinta vetusta, alla difesa...

Vill'Amarena! Dolce la tua casa
in quella grande pace settembrina!
La tua casa che veste una cortina
di granoturco fino alla cimasa:
come una dama secentista, invasa
dal Tempo, che vestì da contadina.

Bell'edificio triste inabitato!
Grate panciute, logore, contorte!
Silenzio! Fuga dalle stanze morte!
Odore d'ombra! Odore di passato!
Odore d'abbandono desolato!
Fiabe defunte delle sovrapporte!

Ercole furibondo ed il Centauro,
le gesta dell'eroe navigatore,
Fetonte e il Po, lo sventurato amore
d'Arianna, Minosse, il Minotauro,
Dafne rincorsa, trasmutata in lauro
tra le braccia del Nume ghermitore...

Penso l'arredo - che malinconia! -
penso l'arredo squallido e severo,
antico e nuovo: la pirografia
sui divani corinzi dell'Impero,
la cartolina della Bella Otero
alle specchiere... Che malinconia!

Antica suppellettile forbita!
Armadi immensi pieni di lenzuola
che tu rammendi pazïente... Avita
semplicità che l'anima consola,
semplicità dove tu vivi sola
con tuo padre la tua semplice vita!

II.

Quel tuo buon padre - in fama d'usuraio -
quasi bifolco, m'accoglieva senza
inquietarsi della mia frequenza,
mi parlava dell'uve e del massaio,
mi confidava certo antico guaio
notarile, con somma deferenza.

"Senta, avvocato..." E mi traeva inqueto
nel salone, talvolta, con un atto
che leggeva lentissimo, in segreto.
Io l'ascoltavo docile, distratto
da quell'odor d'inchiostro putrefatto,
da quel disegno strano del tappeto,

da quel salone buio e troppo vasto...
"...la Marchesa fuggì... Le spese cieche..."
da quel parato a ghirlandette, a greche...
"dell'ottocento e dieci, ma il catasto..."
da quel tic-tac dell'orologio guasto...
"...l'ipotecario è morto, e l'ipoteche..."

Capiva poi che non capivo niente
e sbigottiva: "Ma l'ipotecario
è morto, è morto!!...". - "E se l'ipotecario
è morto, allora..." Fortunatamente
tu comparivi tutta sorridente:
"Ecco il nostro malato immaginario!".

III.

Sei quasi brutta, priva di lusinga
nelle tue vesti quasi campagnole,
ma la tua faccia buona e casalinga,
ma i bei capelli di color di sole,
attorti in minutissime trecciuole,
ti fanno un tipo di beltà fiamminga...

E rivedo la tua bocca vermiglia
così larga nel ridere e nel bere,
e il volto quadro, senza sopracciglia,
tutto sparso d'efelidi leggiere
e gli occhi fermi, l'iridi sincere
azzurre d'un azzurro di stoviglia...

Tu m'hai amato. Nei begli occhi fermi
rideva una blandizie femminina.
Tu civettavi con sottili schermi,
tu volevi piacermi, Signorina:
e più d'ogni conquista cittadina
mi lusingò quel tuo voler piacermi!

Ogni giorno salivo alla tua volta
pel soleggiato ripido sentiero.
Il farmacista non pensò davvero
un'amicizia così bene accolta,
quando ti presentò la prima volta
l'ignoto villeggiante forestiero.

Talora - già la mensa era imbandita -
mi trattenevi a cena. Era una cena
d'altri tempi, col gatto e la falena
e la stoviglia semplice e fiorita
e il commento dei cibi e Maddalena
decrepita, e la siesta e la partita...

Per la partita, verso ventun'ore
giungeva tutto l'inclito collegio
politico locale: il molto Regio
Notaio, il signor Sindaco, il Dottore;
ma - poiché trasognato giocatore -
quei signori m'avevano in dispregio...

M'era più dolce starmene in cucina
tra le stoviglie a vividi colori:
tu tacevi, tacevo, Signorina:
godevo quel silenzio e quegli odori
tanto tanto per me consolatori,
di basilico d'aglio di cedrina...

Maddalena con sordo brontolio
disponeva gli arredi ben detersi,
rigovernava lentamente ed io,
già smarrito nei sogni più diversi,
accordavo le sillabe dei versi
sul ritmo eguale dell'acciottolio.

Sotto l'immensa cappa del camino
(in me rivive l'anima d'un cuoco
forse...) godevo il sibilo del fuoco;
la canzone d'un grillo canterino
mi diceva parole, a poco a poco,
e vedevo Pinocchio e il mio destino...

Vedevo questa vita che m'avanza:
chiudevo gli occhi nei presagi grevi;
aprivo gli occhi: tu mi sorridevi,
ed ecco rifioriva la speranza!
Giungevano le risa, i motti brevi
dei giocatori, da quell'altra stanza.

IV.

Bellezza riposata dei solai
dove il rifiuto secolare dorme!
In quella tomba, tra le vane forme
di ciò ch'è stato e non sarà più mai,
bianca bella così che sussultai,
la Dama apparve nella tela enorme:

"È quella che lasciò, per infortuni,
la casa al nonno di mio nonno... E noi
la confinammo nel solaio, poi
che porta pena... L'han veduta alcuni
lasciare il quadro; in certi noviluni
s'ode il suo passo lungo i corridoi...".

Il nostro passo diffondeva l'eco
tra quei rottami del passato vano,
e la Marchesa dal profilo greco,
altocinta, l'un piede ignudo in mano,
si riposava all'ombra d'uno speco
arcade, sotto un bel cielo pagano.

Intorno a quella che rideva illusa
nel ricco peplo, e che morì di fame,
v'era una stirpe logora e confusa:
topaie, materassi, vasellame,
lucerne, ceste, mobili: ciarpame
reietto, così caro alla mia Musa!

Tra i materassi logori e le ceste
v'erano stampe di persone egregie;
incoronato dalle frondi regie
v'era Torquato nei giardini d'Este.
"Avvocato, perché su quelle teste
buffe si vede un ramo di ciliege?"

Io risi, tanto che fermammo il passo,
e ridendo pensai questo pensiero:
Oimè! La Gloria! un corridoio basso,
tre ceste, un canterano dell'Impero,
la brutta effigie incorniciata in nero
e sotto il nome di Torquato Tasso!

Allora, quasi a voce che richiama,
esplorai la pianura autunnale
dall'abbaino secentista, ovale,
a telaietti fitti, ove la trama
del vetro deformava il panorama
come un antico smalto innaturale.

Non vero (e bello) come in uno smalto
a zone quadre, apparve il Canavese:
Ivrea turrita, i colli di Montalto,
la Serra dritta, gli alberi, le chiese;
e il mio sogno di pace si protese
da quel rifugio luminoso ed alto.

Ecco - pensavo - questa è l'Amarena,
ma laggiù, oltre i colli dilettosi,
c'è il Mondo: quella cosa tutta piena
di lotte e di commerci turbinosi,
la cosa tutta piena di quei "cosi
con due gambe" che fanno tanta pena...

L'Eguagliatrice numera le fosse,
ma quelli vanno, spinti da chimere
vane, divisi e suddivisi a schiere
opposte, intesi all'odio e alle percosse:
così come ci son formiche rosse,
così come ci son formiche nere...

Schierati al sole o all'ombra della Croce,
tutti travolge il turbine dell'oro;
o Musa - oimè! - che può giovare loro
il ritmo della mia piccola voce?
Meglio fuggire dalla guerra atroce
del piacere, dell'oro, dell'alloro...

L'alloro... Oh! Bimbo semplice che fui,
dal cuore in mano e dalla fronte alta!
Oggi l'alloro è premio di colui
che tra clangor di buccine s'esalta,
che sale cerretano alla ribalta
per far di sé favoleggiar altrui...

"Avvocato, non parla: che cos'ha?"
"Oh! Signorina! Penso ai casi miei,
a piccole miserie, alla città...
Sarebbe dolce restar qui, con Lei!..."
"Qui, nel solaio?..." - "Per l'eternità!"
"Per sempre? Accetterebbe?..." - "Accetterei!"

Tacqui. Scorgevo un atropo soletto
e prigioniero. Stavasi in riposo
alla parete: il segno spaventoso
chiuso tra l'ali ripiegate a tetto.
Come lo vellicai sul corsaletto
si librò con un ronzo lamentoso.

"Che ronzo triste!" - "È la Marchesa in pianto...
La Dannata sarà che porta pena..."
Nulla s'udiva che la sfinge in pena
e dalle vigne, ad ora ad ora, un canto:
O mio carino tu mi piaci tanto,
siccome piace al mar una sirena
...

Un richiamo s'alzò, querulo e rôco:
"È Maddalena inqueta che si tardi:
scendiamo; è l'ora della cena!". - "Guardi,
guardi il tramonto, là... Com'è di fuoco!...
Restiamo ancora un poco!" - "Andiamo, è tardi!"
"Signorina, restiamo ancora un poco!..."

Le fronti al vetro, chini sulla piana,
seguimmo i neri pippistrelli, a frotte;
giunse col vento un ritmo di campana,
disparve il sole fra le nubi rotte;
a poco a poco s'annunciò la notte
sulla serenità canavesana...

"Una stella!..." - "Tre stelle!..." - "Quattro stelle!..."
"Cinque stelle!" - "Non sembra di sognare?..."
Ma ti levasti su quasi ribelle
alla perplessità crepuscolare:
"Scendiamo! È tardi: possono pensare
che noi si faccia cose poco belle..."

V.

Ozi beati a mezzo la giornata,
nel parco dei marchesi, ove la traccia
restava appena dell'età passata!
Le Stagioni camuse e senza braccia,
fra mucchi di letame e di vinaccia,
dominavano i porri e l'insalata.

L'insalata, i legumi produttivi
deridevano il busso delle aiole;
volavano le pieridi nel sole
e le cetonie e i bombi fuggitivi...
Io ti parlavo, piano, e tu cucivi
innebriata dalle mie parole.

"Tutto mi spiace che mi piacque innanzi!
Ah! Rimanere qui, sempre, al suo fianco,
terminare la vita che m'avanzi
tra questo verde e questo lino bianco!
Se Lei sapesse come sono stanco
delle donne rifatte sui romanzi!

Vennero donne con proteso il cuore:
ognuna dileguò, senza vestigio.
Lei sola, forse, il freddo sognatore
educherebbe al tenero prodigio:
mai non comparve sul mio cielo grigio
quell'aurora che dicono: l'Amore..."

Tu mi fissavi... Nei begli occhi fissi
leggevo uno sgomento indefinito;
le mani ti cercai, sopra il cucito,
e te le strinsi lungamente, e dissi:
"Mia cara Signorina, se guarissi
ancora, mi vorrebbe per marito?".

"Perché mi fa tali discorsi vani?
Sposare, Lei, me brutta e poveretta!..."
E ti piegasti sulla tua panchetta
facendo al viso coppa delle mani,
simulando singhiozzi acuti e strani
per celia, come fa la scolaretta.

Ma, nel chinarmi su di te, m'accorsi
che sussultavi come chi singhiozza
veramente, né sa più ricomporsi:
mi parve udire la tua voce mozza
da gli ultimi singulti nella strozza:
"Non mi ten...ga mai più... tali dis...corsi!"

"Piange?" E tentai di sollevarti il viso
inutilmente. Poi, colto un fuscello,
ti vellicai l'orecchio, il collo snello...
Già tutta luminosa nel sorriso
ti sollevasti vinta d'improvviso,
trillando un trillo gaio di fringuello.

Donna: mistero senza fine bello!

VI.

Tu m'hai amato. Nei begli occhi fermi
luceva una blandizie femminina;
tu civettavi con sottili schermi,
tu volevi piacermi, Signorina;
e più d'ogni conquista cittadina
mi lusingò quel tuo voler piacermi!

Unire la mia sorte alla tua sorte
per sempre, nella casa centenaria!
Ah! Con te, forse, piccola consorte
vivace, trasparente come l'aria,
rinnegherei la fede letteraria
che fa la vita simile alla morte...

Oh! questa vita sterile, di sogno!
Meglio la vita ruvida concreta
del buon mercante inteso alla moneta,
meglio andare sferzati dal bisogno,
ma vivere di vita! Io mi vergogno,
sì, mi vergogno d'essere un poeta!

Tu non fai versi. Tagli le camicie
per tuo padre. Hai fatta la seconda
classe, t'han detto che la Terra è tonda,
ma tu non credi... E non mediti Nietzsche...
Mi piaci. Mi faresti più felice
d'un'intellettuale gemebonda...

Tu ignori questo male che s'apprende
in noi. Tu vivi i tuoi giorni modesti,
tutta beata nelle tue faccende.
Mi piace. Penso che leggendo questi
miei versi tuoi, non mi comprenderesti,
ed a me piace chi non mi comprende.

Ed io non voglio più essere io!
Non più l'esteta gelido, il sofista,
ma vivere nel tuo borgo natio,
ma vivere alla piccola conquista
mercanteggiando placido, in oblio
come tuo padre, come il farmacista...

Ed io non voglio più essere io!

VII.

Il farmacista nella farmacia
m'elogiava un farmaco sagace:
"Vedrà che dorme le sue notti in pace:
un sonnifero d'oro, in fede mia!"
Narrava, intanto, certa gelosia
con non so che loquacità mordace.

"Ma c'è il notaio pazzo di quell'oca!
Ah! quel notaio, creda: un capo ameno!
La Signorina è brutta, senza seno,
volgaruccia, Lei sa, come una cuoca...
E la dote... la dote è poca, poca:
diecimila, chi sa, forse nemmeno..."

"Ma dunque?" - "C'è il notaio furibondo
con Lei, con me che volli presentarla
a Lei; non mi saluta, non mi parla..."
"È geloso?" - "Geloso! Un finimondo!..."
"Pettegolezzi!..." - "Ma non Le nascondo
che temo, temo qualche brutta ciarla..."

"Non tema! Parto." - "Parte? E va lontana?"
"Molto lontano... Vede, cade a mezzo
ogni motivo di pettegolezzo..."
"Davvero parte? Quando?" - "In settimana..."
Ed uscii dall'odor d'ipecacuana
nel plenilunio settembrino, al rezzo.

Andai vagando nel silenzio amico,
triste perduto come un mendicante.
Mezzanotte scoccò, lenta, rombante
su quel dolce paese che non dico.
La Luna sopra il campanile antico
pareva "un punto sopra un I gigante".

In molti mesti e pochi sogni lieti,
solo pellegrinai col mio rimpianto
fra le siepi, le vigne, i castagneti
quasi d'argento fatti nell'incanto;
e al cancello sostai del camposanto
come s'usa nei libri dei poeti.

Voi che posate già sull'altra riva,
immuni dalla gioia, dallo strazio,
parlate, o morti, al pellegrino sazio!
Giova guarire? Giova che si viva?
O meglio giova l'Ospite furtiva
che ci affranca dal Tempo e dallo Spazio?

A lungo meditai, senza ritrarre
la tempia dalle sbarre. Quasi a scherno
s'udiva il grido delle strigi alterno...
La Luna, prigioniera fra le sbarre,
imitava con sue luci bizzarre
gli amanti che si baciano in eterno.

Bacio lunare, fra le nubi chiare
come di moda settant'anni fa!
Ecco la Morte e la Felicità!
L'una m'incalza quando l'altra appare;
quella m'esilia in terra d'oltremare,
questa promette il bene che sarà...

VIII.

Nel mestissimo giorno degli addii
mi piacque rivedere la tua villa.
La morte dell'estate era tranquilla
in quel mattino chiaro che salii
tra i vigneti già spogli, tra i pendii
già trapunti da bei colchici lilla.

Forse vedendo il bel fiore malvagio
che i fiori uccide e semina le brume,
le rondini addestravano le piume
al primo volo, timido, randagio;
e a me randagio parve buon presagio
accompagnarmi loro nel costume.

"Vïaggio con le rondini stamane..."
"Dove andrà?" - "Dove andrò? Non so... Vïaggio,
vïaggio per fuggire altro vïaggio...
Oltre Marocco, ad isolette strane,
ricche in essenze, in datteri, in banane,
perdute nell'Atlantico selvaggio...

Signorina, s'io torni d'oltremare,
non sarà d'altri già? Sono sicuro
di ritrovarla ancora? Questo puro
amore nostro salirà l'altare?"
E vidi la tua bocca sillabare
a poco a poco le sillabe: giuro.

Giurasti e disegnasti una ghirlanda
sul muro, di viole e di saette,
coi nomi e con la data memoranda:
trenta settembre novecentosette...
Io non sorrisi. L'animo godette
quel romantico gesto d'educanda.

Le rondini garrivano assordanti,
garrivano garrivano parole
d'addio, guizzando ratte come spole,
incitando le piccole migranti...
Tu seguivi gli stormi lontananti
ad uno ad uno per le vie del sole...

"Un altro stormo s'alza!..." - "Ecco s'avvia!"
"Sono partite..." - "E non le salutò!..."
"Lei devo salutare, quelle no:
quelle terranno la mia stessa via:
in un palmeto della Barberia
tra pochi giorni le ritroverò..."

Giunse il distacco, amaro senza fine,
e fu il distacco d'altri tempi, quando
le amate in bande lisce e in crinoline,
protese da un giardino venerando,
singhiozzavano forte, salutando
diligenze che andavano al confine...

M'apparisti così come in un cantico
del Prati, lacrimante l'abbandono
per l'isole perdute nell'Atlantico;
ed io fui l'uomo d'altri tempi, un buono
sentimentale giovine romantico...

Quello che fingo d'essere e non sono!

otto giorni nel duemilaotto

Il primo post dell'anno, quello "dell'ottavo giorno" del 2008 è una citazione da Levy, ancora una volta, a chiudere il ciclo di quelle dell'anno scorso, che ben lo rappresenta per quanto mi riguarda:
“L’ascolto consiste nel fare emergere, nel rendere visibile o udibile, la miriade di idee, argomenti, fatti, valutazioni, invenzioni, relazioni che tessono il sociale, il complesso del sociale, nella sua profondità più oscura: progetti singole competenze, forme originali di relazione o di contrattazione, sperimentazioni, organizzioni. All’interno di una situazione di mobilità, le lingue ufficiali e gli schemi fissi portano solo alla confusione, all’occultamento e al disorientamento. Aumentare l’autotrasparenza del sociale (e non la trasparenza dell’individuo rispetto al potere) presuppone che si autorizzino i singoli che lo costituiscono a esprimersi nel proprio linguaggio, a inventarsi le proprie autodescrizioni e quelle dei loro progetti, senza imporre loro un codice a priori”.Con un'appendice piuttosto intensa: "L’intelligenza collettiva non ha nemici. Essa non combatte i poteri, li diserta."Infine una curiosità, il libro di Levy, Intelligenza Collettiva, termina con un leggerissimo Go West..

giovedì 20 dicembre 2007

Spazio libri: Hey nostradamus

Hey, Nostradamus! - Douglas Coupland, consigliato. La storia gira intorno ad una strage in una scuola, un pretesto per esplorare a tutto tondo i diversi personaggi le cui vite saranno segnate, per un motivo e per l'altro da questo terribile evento. Il lettore è trasportato con un'interessante progressione attraverso quindici anni, dove voci diverse in tempi diversi rendono pagina dopo pagina sempre più corposo lo scenario, che a primo avviso sembra quasi banale, per quanto schoccante, lentamente diventa sempre più complesso, e i personaggi inizialmente idealizzati diventano sempre più articolato. Il romanzo è indubbiamente dark, ma soprattutto un pretesto per esplorare l'uomo contemporaneo. Si legge d'un fiato, per un momento di piacevole riflessione, sempre con quell'ironia tipica di Douglas, piacevolmente amara.
Così come in jPod, dove, a parte il finale che in effetti è eternamente lungo, anche se ha il suo perché e le note autobiografiche che sono "troppo", l'ironia pungente e l'originalità, con tutti i colpi di scena di sicuro non annoia, anzi (a dirla tutta mi è piaciuto molto). Si tratta però di un romanzo molto diverso, anche se il tema è sempre l'uomo nel mondo contemporaneo. Da visitare anche il sito di jpod, che rispecchia perfettamente il romanzo. Da leggere assolutamente in inglese.
In generale, pensandoci bene, un minigiro sul sito di Douglas Coupland vale la pena di farlo.

venerdì 14 dicembre 2007

slang della risata su web

Tom's hardware stamattina riporta che il presidente della Merrian Webster (dizionari americani&c.) ha eletto w00t come parola dell'anno. w00t si usa nella rete per esprimere gioia e sorpresa, nasce da uno dei giochi di ruolo più "antichi" e, tra i tanti neologismi che dalla rete è passata al web, ha una lunga storia (relativa, ovviamente).
Cercando nella rete si trovano in realtà tante diverse spiegazioni, usato in Dungeons&Dragons come contrazione di "wow, lot!" (quando si trova un tesoro), parallelamente è coniato anche nel mondo degli hacker per indicare l'accesso come amministratore ad un computer. Almeno, questo è quello che si legge nell'Urban Dictionary a detta della sua community. Attenzione, che esistono due versioni: con le "o" e con gli zeri - quello "eletto" è con gli zeri, perché oltre ad essere il simbolo del travaso linguistico - o invasione - dal web, è anche emblematico per l'uso dei numeri al posto dei caratteri. Non che ci sia poi così tanto di nuovo, per esempio, ho ascoltato per anni la musica degli U2 (you too?), se non fosse che ora trovare dei numeri che sostituiscono gruppi di lettere non è più la novità ma la prassi.

A questo punto, il prossimo passo che mi aspetto è che nei dizionari compaiano i numeri come sezione oltre alle consonanti e vocali e, in seguito, tra il lessico dell'anno, compaia un'emoticons. Sono curiosa però di capire quale criterio si potrà usare per catalogarle, senza ridursi ad una sterile tabella in ordine sparso. Chissà, dopo i numeri la punteggiatura... O forse, l'unica soluzione saranno i tag. O, forse, niente di tutto ciò, perché sarà così mutevole e selezionato l'uso che non ci sarà bisogno di codificarlo.

Tornando a w00t, su wikipedia altre interessanti spiegazioni dell'origine.

Comunque, è interessante notare come lo slang della rete abbia prodotto un discreto numero di nuove parole per indicare felicità, allegria, sorpresa piacevole (ehm, non tutti esattamente da "signorine": lol, rofl, lawl, heh, haha, lolol, 120, lmao, lmfao,.

lunedì 10 dicembre 2007

google vs yahooo

Trovo la storia delle homepage sempre molto affascinante e significativa. A questo link, le homepage di Yahoo e di Google dal 1996 al 2005 (dal 1998 per google, ovviamente).
L'immagine parla da sè, yahooo ha progressivamente aumentato il numero di parole e oggetti nella sua homepage, google invece ha una homepage sempre più snella da cui si accede ai servizi. Google è IL motore di ricerca con annessi siti di servizi, che girano comunque intorno al motore di ricerca, yahoo è un aggregato di informazioni e servizi di community.
entrambi hanno fatto fortuna.

domenica 9 dicembre 2007

Le prodezze di Jonathan Livingston


Gabbiano newyorkese, foto ripescata da quelle fatte a NewYork recentemente, nell'atto che ben esplica, a mio avviso, il senso di accompagnare i turisti su e giù con il traghetto, tra Manatthan e la Statua della Libertà. Diciamo, pensieri spontanei, come si dice, "di stomaco"...
Avrà più mira il turista o più prodezza il gabbiano?

Altro che romantico tramonto con i gabbiani all'orizzonte, stagliati contro il sole che si scioglie nel mare.

Di sicuro, non si può dire che il gabbiano non apprezzi il turismo... E così, anche i gabbiani, a New York investono energia e tempo nel turismo. Evidentemente rende.

venerdì 7 dicembre 2007

Il web 2.0 è sempre più utile...

Per i momenti di sconforto.

Il web2.0 è utile.

ho trovato questo simpatico sito per fare flashcards (uno tra i circa 150 che ho visto finora), ma questo è particolarmente carino:
Guarda cosa permette di fare...


Ma ce ne sono altri, tipo come i simpatici siti con i videotutorial che ora stanno impazzando, da come si ripara una gomma, a come si usa il computer a... come si ricarica l'ipod con una cipolla e una bibita...
Alcuni link interessanti:
TrickLife, Expert Village, Instructables, Videojug, Sclipo, Squidoo, householdhacker, 5min, SuTree

lunedì 3 dicembre 2007

dal grande al piccolo


Il rientro in Italia non è stato poi così male, con il panorama delle colline appena fuori Forlì, al risveglio. Nel loro piccolo, non scherzano.

In realtà non ero lì per le colline, ma per sentire e rivedere finalmente alcuni amici, grazie al convegno di comunicazione nella scienza organizzato come ogni anno dalla SISSA di Trieste. Sul convegno non posso dire granché, perché sono arrivata troppo tardi, visto che ero impegnata a guardare l'Asia dall'Europa, anche se il programma lascia ben sperare di aver perso cose interessanti.
Indubbiamente ho rivisto molte persone, il che di suo, è sempre la cosa migliore in ogni convegno degno di questo nome.

i colori di Istanbul


Quest'estate ho letto "Il mio nome è Rosso", di Palanuk, un romanzo squisito per le sue atmosfere, il suo ritmo, la malinconia e il profondo significato dietro ogni gesto, dietro ogni parola.
Avevo visto anche qualche film turco, di registi locali, ma non ero mica pronta a respirare tutti i colori di Istanbul, che sono come nel libro, il rosso, il dorato, il nero, ma poi ci sono il blu (tanto blu, il blu delle mattonelle del palazzo del Sultano, della Moschea, del cielo, del Bosforo, del Corno D'oro e dei riflessi nelle pozzanghere dopo la pioggia), il giallo (anche quello dei taxi, anzi "tacsi") e le luci di notte, soprattutto quelle dei ponti. I colori e gli odori delle spezie, il tutto in una simulazione incredibile di calma apparente, che nessuna città di mare che ho visto prima potrebbe vantare. Il mare è lì, dentro la città, eppure lo si attraversa in barca, in volo, a piedi, senza troppa cura. La città sembra ancora più grande e imponente nel mare, con la sua tranquillità e la sua immensa estensione che dal finestrino dell'aereo per quanto ci abbia provato, non sono riuscita a cogliere tutta intera con un solo sguardo.

mercoledì 14 novembre 2007

ah, la City!


di ritorno dalla City, sempre difficile non avere cose da dire (e infatti ne avrei fin troppe), per cui continuo a tacere ancora per oggi perché altrimenti il post sarebbe troppo lungo e a me i post lunghi nei blog annoiano... non vorrei annoiarmi da sola.
Lascio che parlino le immagini, io questa volta l'ho vista anche così.

giovedì 18 ottobre 2007

la bufala sopravvive

sono ormai quindici giorni che la bufala del cromosoma ricostruito è stata smentita da Craig Venter (soprassiedo sugli scienziati che ci hanno anche disquisito sopra, specchio dei tempi che cambiano - una volta non si sarebbe presa in considerazione una notizia scientifica che non fosse uscita su una rivista scientifica... ma mi consolo sperando che una rondine non faccia primavera).

Ieri sera ho fatto un esperimento. Ho fatto un pò di ricerca online: ho trovato - fermandomi solo ai primi risultati - trenta siti che parlano seriamente dell'argomento (tra giornali, forum, etc) con post successivi alla data di smentita. la bufala sopravvive sempre (non è una novità per chi di bufale si occupa - basta vedere le storie delle bufale sul sito di Paolo Attivissimo - ma questa è una bufala un pò diversa dai soliti clichè, almeno a mio avviso).

Qui siamo in presenza di una bufala evidente per un pubblico di esperti - l'annuncio ha veramente dell'incredibile - ma è passata lo stesso e sopravvive.
Curiosa questa "fiducia" spassionata nella scienza, che tutto può nell'immaginario collettivo, per cui neanche bufale di questa dimensione appaiono inverosimili (addendum: prima o poi venter - o qualcun altro - ci riuscirà, ma i mezzi sono ancora più che insufficienti e gli scienziati lo sanno).

Ho l'impressione che questo c'entri con il fatto di applicare due pesi e due misure per piegare i risultati scientifi per far tornare i conti dei "politici" (ho il dente avvelenato stamattina, lo ammetto) - tanto chi se ne accorge? e qualche scienziato sta più che al gioco(non stupisce, sono "uomini" anche gli scienziati - ma il codice deontologico????)

di questi tempi, sarebbe importante che qualcuno si occupasse seriamente del codice deontologico dello scienziato che non è a mio avviso "non farò armi biologiche" etc etc (quello è codice etico più ampio), ma le solite banali cose classiche - attenersi al metodo scientifico, comunicare con precisione e completezza i risultati della ricerca e i metodi usati, non piegare i risultati della ricerca per sostenere le proprie ideologie. Sempra banale, ma non lo è affatto.

sabato 13 ottobre 2007

abbasso le cartelle, viva i tag!

Di ieri questo post in youtube di Michael Wesch. Non potevo non citarlo, visto che tra i miei crucci c'è il problema della catalogazione, e della finzione che si fa con il computer (o si faceva...) di dover restringere la conoscenza in cartelle e sottocartelle, in uno schema ontologico definito e rigido (rigido perché se non ti attieni... non trovi più niente... e già così...). Invece, viva i tag, con tre tag puoi mettere gli oggetti in tre luoghi. Non sono convinta che questo possa essere realmente utile anche alla causa di trovare le cose nel computer, ma i miei neuroni ringraziano per la maggior libertà di scelta. viva i tag.

morta ancor prima di nascere

Ad agosto, Vint Cerf, vicepres. di Google, ha dichiarato che la TV è morta (è tenace il dibattito oltreoceano tra la tv normale e quella via cavo). Enrico Ghezzi, ieri sera nella sigla di chiusura della trasmissione Glob (con uno scorcio sul suo volto, e la lente al termine contro la cinepresa - "uscite dagli schermi"), ha dichiarato che "la TV non è morta perché la TV non è mai nata". (lo diceva già dieci anni fa, associando tra i morti viventi anche il cinema).
La questione del tempo, della comunicazione e della comunione nelle sue interviste, ne ho ripescata una fra le mille.
E internet? un simulacro, un'illusione.

boom.

giovedì 11 ottobre 2007

democrazia molecolare

“questa nuova democrazia potrebbe assumere la forma di un grande gioco collettivo nel quale vincerebbero (ma sempre provvisoriamente) i più cooperativi, i più educati, i produttori più efficaci di varietà consonanti… e non i più abili a impadronirsi del potere, a soffocare la voce degli altri e inquadrare masse anonime in categorie molari” (sempre Levy... non è mica ancora finita...)


affascinante. utopia? almeno un pò.

La ripresa dell'argomento è dovuta al fatto che ho iniziato a leggere Cultura Convergente di Henry Jenkis (Apogeo) con prefazione, non a caso, di Wu Ming (tra gli altri quattro libri che sto leggendo in questi giorni... non ci posso fare niente, è per me irresistibile aprire un bel libro e iniziare a leggerlo quando lo vedo, non importa se sono già in mezzo ad altre storie... ci tengo a precisare che non è una forma di multitasking, ma un difetto congenito, credo) .

Il testo riprende il concetto di intelligenza collettiva, e ci aggiunge il concetto di convergenza (più tutta una serie di analisi di case study non male). Molto interessante e molto coinvolgente. a breve con gli aggiornamenti.

giovedì 4 ottobre 2007

due piccole perle e una perlina

due piccole perle navigando sul web:
- Educity
Motore di ricerca per siti dedicati al mondo scolastico (selezionati - nel bene e nel male ovviamente)
- il sempre valido webi.org (risorse open source), presenta una sezione molto particolare (soprattutto per i nostalgici) a cui sarà difficile resistere...

La "perlina", una sciocchezza, ma su cui si potrebbero scrivere romanzi. Il sito di repubblica di oggi riporta la notizia di un bassotto che ha ritrovato un osso di mammuth. Chissà che delusione, dopo aver trovato quel bell'ossone, averlo dovuto mollare alla scienza...

sabato 29 settembre 2007

i confini dell'universo web...

Secondo il principio cosmologico, i confini dell'universo sono definiti come il luogo dove questo appare uguale in ogni direzione e luogo (omogeneo e isotropo, per dirla difficile). Ma i confini dell'universo web? (world mi sembra limitante). Direi che è decisamente più semplice...
I confini di internet.
La fine di internet
Congratulazioni
la vera fine di internet
Sei alla fine, torna indietro
Fine di internet, istruzioni per tornare indietro.
Procedura per arrivare alla fine di internet
...non preesistono, forse non esistono, ma possiamo crearli con un clic. (quello sulla x in alto a destra...).
Termina internet
Anche se, come testimonia la giornata a giugno di "mi stacco dal web", la cosa è solo apparentemente molto semplice.

martedì 25 settembre 2007

easter egg per volare sulla terra

per un momento di svago. ci va anche questo....
Avviare Google Earth, fare clic su CTRL-ALT-A, un F16 Viper vi aspetta per volare sull'immagine virtuale della nostra terra. Simulatore semplice ma d'impatto - soprattutto perché non me lo aspettavo... e a questo punto non potevo tacere...

mercoledì 19 settembre 2007

sei miliardi di altri...

Parla da sè (è proprio il caso di dirlo): http://www.6billionothers.org/main.php?Lng=it

web2.0, il ritorno della tribù...

Omgili, il motore di ricerca per sapere cosa si dice a proposito di qualsiasi argomento nei forum e in altri sisteme di condivisione di conoscenza multiutenza (Brrrr!) su web.
Come gadget (un pò della serie mai-più-senza), fornisce per ogni chiave di ricerca anche un grafico dell'andamento del numero di chat su quell'argomento nell'ultimo mese, di cui si può copiare il codice per inserirlo nel proprio sito... (comunque, per quanto inutile, non ho saputo resistere: ed ecco che l'arredamento continua, con un bel grafichino - in fondo in fondo, nella colonna di destra, con le parole che ho scelto - che riporto qui come immagine statica, quello in basso a destra invece è connesso al sito e si ricarica aggiornato ogni volta - il che vuol dire che temo lo toglierò prima o poi se rallenterà il caricamento del blog...). per quanto irrilevante, anche il mio "controllo negativo", il baobab è coinvolto in qualche conversazione internettiana... Il clic sulle colonne rimanda all'elenco delle discussioni sull'argomento ordinate in base al tempo.
e ovviamente non manca la classifica dei contenuti più discussi, catalogati per tipologia di risorsa (video, argomento, notizia...)

sabato 15 settembre 2007

tutti i genomi del mondo...

Leggevo ieri su Nova il lungo speciale dedicato al genoma, in cui si accennava anche all'ormai pressante problema della privacy sui dati genetici, che potrebbero essere utilizzati per discrimazioni su vari fronti, lavoro e assicurazioni sanitarie, per ricordare due delle tematiche più calde.
Sono passati sette anni dall'annuncio del sequenziamento del genoma umano (che per una buffa e curiosa traslitterazione dal gergo scientifico a quello comune, è stato interpretato come "il genoma dell'uomo" e non come sequenza dedotta analizzando campioni di genoma umano - a proposito sempre del tema dell'identità... anche la genetica ci si mette...), le tecniche di sequenziamento sono migliorate, e finalmente si può iniziare a pensare di poter leggere in poco tempo e con pochi soldi il genoma di ogni singola persona (c'è un premio in palio per la prima azienda che riuscirà a ottimizzare questa analisi al di sotto di certi parametri economici e di tempo).
Il nocciolo della questione è: con il progredire delle conoscenze sul genoma, scopriamo ogni giorno l'associazione con determinate sequenze di DNA con malattie letalo o invalidanti, spesso latenti o che si possono manifestare solo dopo una certa età o l'esposizione a determinati fattori.
Le aziende potrebbero quindi pretendere l'analisi genetica per escludere dall'assunzione persone che hanno queste porzioni di dna, oppure le assicurazioni si potrebero rifiutare di dare assistenza.

Questo è un problema reale, per fortuna in italia abbiamo una legge molto rigida che vieta questo utilizzo. Però è anche un problema relativo, perché le previsioni più attendibili parlano di milioni di possibili sequenze di DNA (molte di più dell'intera sequenza del geoma umano), che possono essere associate a malattie letali. Non si tratta di un gene/sequenza di DNA "corrotta" ogni cento persone, ma di centinaia di anomalie per ogni persona. Anomalie per giunta destinate a crescere con l'età delle persone, poiché è l'ambiente esterno a generarne una parte (ma anche i nostri malfunzionamenti intrinsechi ci si mettono). (è vero poi che anche qui ci sono vari gradi di gravità... che da soli si possono prestare a "gradi di discriminazione diversa", ma non così tanti come si possa immaginare...)

Mal comune mezzo gaudio?
Non lo so, ma la rivelazione di questa debolezza interna che tutti ci portiamo dentro, non mi sembra cosa da poco.

mercoledì 12 settembre 2007

"dieci è l'inizio dell'anonimato"

(Levy-moment) Il sempre eterno caro problema dell'identità, nel web come nella scienza, abituati ai grandi numeri, alle statistiche, a cercare il "massimo comune divisore" che ci aiuta a descrivere la realtà (o la virtualità), e nel contempo ci fornisce un modello che di reale probabilmente non ha nulla (anche se funziona generalmente "con buona approssimazione" per gli scopi per cui è estrapolato). Tutte le volte che penso a questi temi mi vengono in mente quei software che dato un numero di volti, estrapolano il "volto" con i tratti comuni, da cui è virtualmente possibile con piccole modifiche ottenere tutti gli altri oppure usare i dati per fare un rendering tridimensionale da una foto. In realtà mi è venuto in mente questo tema oggi perché guardavo il giornale ed era pieno di colonnine di statistiche e curiosamente cercavo di capire a quale colonnina appartenevo. In realtà Levy affronta questo problema per altri motivi, per aiutare a definire il concetto di democrazia molecolare, come base sociale per poter affrontare lo sviluppo futuro (siamo sempre nel 1994...) del web. A me diverte pensare, a questo proposito, la sensazione che si ha quando si fa clic su un sondaggio, con l'illusione che il proprio voto sposti l'ago della bilancia, anche se hanno già fatto clic 100000 persone. Eppure in realtà è proprio così, si sposta anche se non si vede e se "non si misura"... Eppure neppure con un enorme sforzo di fantasia riesco a vedere l'ago che si sposta, ma ci credo lo stesso.

“Come riuscire a non trattare uomini e donne in modo grossolano, massificato, antropico, come se fossero interscambiabili in base a quelle categorie, ma al contrario considerare ognuno come un individuo particolare?” “Cosa perdiamo dicendo noi?”

lunedì 10 settembre 2007

E' arrivato! e' arrivato!

L'ultima diavoleria di Mozilla Firefox, già vedo le vittime accorrere e rimanere invischiate come mosche al miele. Dopo mesi di annunci, ecco che è ora disponibile Firefox Campus Edition, prodotto altamente tossico, dedicato a chi studia (ma non mi farei fermare da questa definizione, che è più un pretesto di autocatalogazione che un'effettiva destinazione d'uso).

Comprende Stumble Upon, di cui ho già denunciato più volte l'effetto assuefacente (dipendenza irreversibile assicurata), Zotero, strumento ormai indispensabile per tenere traccia delle ricerche online e Foxytunes, il lettore multimediale tutto-fare, collegato direttamente con il FoxyTunes planet (da cui si accede per ogni artista preferito a tutte le risorse su youtube, last.fm, flikr,...) e un'altra manciata di funzioncine, che ciascuna da sola potrebbe occupare una o più settimane del proprio tempo libero.

Funziona così. Per esempio, con FoxyTunes scegli la colonna sonora, quindi inizi a fare le tue ricerche prendendo nota su zotero, catalogando tutto e salvando link, recensioni, allegati. Ad un certo punto trovi una nota interessante che potrebbe servire a qualche tuo collega/compagno, gliela segnali con un'email, e già che ci sei lasci che foxytunes aggiunga automaticamente in calce alla tua email un riferimetno alla musica che stai ascoltando. Così il tuo amico condivide con te la conoscenza dei tuoi gusti musicali in quel momento. Poi perdi un pò l'ispirazione e non trovi più niente, allora usi i mezzi estremi: ricorri a stumble, gli dai un pò di parole chiave e speri che inciampando di qui e di là tra i siti più votati dall'utenza, ce ne sia uno utile per la tua ricerca. In realtà, quello che speri è un pretesto per vagare a caso e trovare cose belle da vedere e sperimentare e passare dei sani momenti di svacco... Intanto la musica va, e trovi un bel sito, allora lo recensisci, già che ci sei lo segnali, poi ti arriva una segnalazione dal tuo amico, in calce leggi che sta ascoltando quella canzone che è tanto che non senti più, chissà se foxyplanet te la trova in streaming da qualche parte... Ed è l'una di notte. E dire che avevi previsto che per trovare quell'informazione, mezz'ora sarebbe stata sufficiente. Il bello è, che memore di quanto accaduto il giorno prima, il secondo giorno fai lo stesso...

Considerando quanto siano state difficili da gestire prese una per volta (perché li si può aggiungere uno per uno come add on a firefox, come ho fatto io), non oso immaginare cosa succederà a chi installa questa versione e si trova davanti tutte queste opzioni. L'overdose è garantita.
Ma rischiare talvolta vale la pena...

giovedì 6 settembre 2007

intrappolati nella rete

non ho abbandonato ancora l'idea del... virtuality, ma siamo ad una quota di minuti di pensiero ancora troppo bassa. Intanto ho dato un'occhiata a qualche progetto/sito che affronta a vario modo l'intrappolamento nella rete, o la ribellione dei suoi abitanti "legittimi". Me ne ricordo tantissimi (anche paleolitici, intrappolati nel pc e non ancora nella rete...), di omini che ti sparano, che ti distruggono la pagina, ti cancellano le lettere - ne avessi trovato uno. Boh, solo questo:

http://www.b3tards.com/u/f377488502e24adaf32a/scrollbars.gif

Non so come, in questa ricerca infruttuosa, sono capitata nella google maps che calcola passi e calorie consumate per andare da una punto all'altro:
http://www.gmap-pedometer.com/
Per "la cronaca", il mio percorso giornaliero minimo essenziale prevede 1,5 km per un totale di 170 kcal (che equivale a 200 grammi di gamberetti).
(!!!)